Non si muove foglia che il Colle non voglia: parola del costituzionalista Mirabelli

In Rilievo

L’intervista a Il Dubbio di Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale, lascia poco spazio a Salvini e Di Maio: “Il Colle non si limita a nominare governi sotto dettatura, ma darà il via libera solo a esecutivi con un programma che sia compatibile coi principi costituzionali e soprattutto coi vincoli europei”.

Ecco spiegato lo stallo per la formazione del nuovo governo insomma. Questo perché Mattarella “sta esercitando tutti i poteri che la Costituzione prevede” ed “il Capo dello Stato ha dei poteri precisi: non nomina un premier e un governo sotto dettatura. Certo, le indicazioni delle forze politiche sono molto rilevanti, ma non lo vincolano in modo ineludibile. Questo vale non solo per la scelta del presidente del Consiglio ma anche per quella dei ministri, che vengono indicati su proposta del premier che se ne assume la responsabilità politica, ma solo se il Presidente della Repubblica li ritiene idonei e adeguati al ruolo”.

Ma gli anni passati, perché non è stato così: “La rilevanza del ruolo del Presidente della Repubblica in questo senso si è manifestata anche nei due passati governi, in cui ha inciso nettamente nella scelta del ministro dell’Economia” dice Mirabelli convinto.

“Il Colle deve assicurarsi che il governo, nella sua composizione e nel programma che presenta, rispetti tutti i principi costituzionali: il vincolo di bilancio, la copertura di spesa prevista e i vincoli europei, cui l’Italia deve continuare a fare fede” fa notare Mirabelli, e “se chiedere tempo diventa una melina dilatoria, questo non è accettabile. Se invece si tratta di una condizione necessaria per trovare la soluzione in un contesto con caratteri di novità, allora Mattarella può concedere proroghe. L’obiettivo, evidentemente, è quello di far nascere quello che, un tempo, si chiamava governo di coalizione. Oggi si parla di contratto alla tedesca, ma i patti governativi ci sono sempre stati quando forze politiche diverse si sono dovute coalizzare per raggiungere una maggioranza. Nei tempi recenti, i partiti hanno una visione esclusivista di assunzione della responsabilità di governo, con la logica dell’io e non altri. I numeri li stanno costringendo, invece, a cercare convergenze. Per questo il Colle può fissare nuovi termini per cercare la composizione politica del governo”.

Insomma non si muove foglia che il Colle non voglia.

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