Xylella, oltre il danno la beffa: Italia deferita a Corte Giustizia Ue

In Rilievo

Il caso Xylella in Puglia porta al deferimento ufficiale dell’Italia davanti alla Corte di giustizia Ue. Avete capito bene, oltre il danno la beffa. Mentre i magistrati leccesi erano convinti (in principio) che, al contrario di quanto sostenuto dagli enti istituzionali euniversitari, il batterio fosse stato importato nel corso di un evento nel 2010 gettando ombre su tutta la faccenda, secondo Bruxelles le autorità italiane non stanno adottando “le misure necessarie all’eradicazione dell’organismo nocivo da quarantena Xylella fastidiosa in Puglia” e, di conseguenza, “non hanno arrestato la sua diffusione”.

Ulivi ammalati, ulivi sradicati… ma non ancora. E’ questo il punto.

La Commissione europea, che ha ufficializzato oggi la decisione, precisa che in seguito alla prima notifica di focolaio di Xylella fastidiosa in Puglia nell’ottobre 2013, l’Italia non si è pienamente conformata alla normativa dell’Ue sugli organismi da quarantena nocivi ai vegetali, o ai prodotti vegetali, e non ne ha impedito l’ulteriore diffusione nella Regione. Bruxelles fa sapere che le norme comprendono, tra le altre disposizioni, la rimozione delle piante infette in alcune parti delle zone delimitate immediatamente dopo che la presenza di Xylella fastidiosa è stata confermata per la prima volta, nonché il monitoraggio e il campionamento delle piante nelle pertinenti parti della zona delimitata.

Eppure l’ombra del più grande complotto mai realizzato da attori istituzionali ai danni di un territorio e della loro principale ricchezza rimane nell’aria. Ne sono convinti gli agricoltori pugliesi e non solo. E’ chiaro è che ci potrebbero interessi nella diffusione del batterio, ma la tesi è stata respinta nel tempo.

“E’ del tutto evidente che le leggi italiane, le garanzie costituzionali e la modalità con la quale vengono individuate le procedure per fare gli abbattimenti” degli ulivi infetti, “che sono conformi alle norme che vigono in Italia, non sono compatibili con una fitopatia che corre, che va per la sua strada e che ovviamente necessita di procedure straordinarie”: ha detto l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Leo Di Gioia, parlando con i giornalisti della procedura di infrazione comunitaria all’Italia. “In questo senso e con molta serenità – ha aggiunto – abbiamo chiesto al governo nazionale di emanare un piccolo decreto che ci consenta di fare gli abbattimenti in tempi molto rapidi. Dall’inizio degli anni scorsi ad oggi, gli abbattimenti per i quali i proprietari erano d’accordo, sono stati fatti molto velocemente”.

“Quindi – ha rilevato – c’è una struttura già rodata che oltre a fare i monitoraggi può fare gli abbattimenti. Serve una attività più semplificata, salvo che non si vogliano avere tempi simili a quelli della giustizia italiana”. “Quello che spiegheremo a Bruxelles – ha proseguito – è che di fronte alle impugnative al Tar, ai ricorsi al Consiglio di Stato, la Regione Puglia non può che aspettare l’esito delle decisioni dei giudici”. “Di fronte a una vincolistica moto pressante – ha proseguito – legata ad esempio alla tutela del paesaggio, degli ulivi secolari, al tema del dissesto idrogeologico e quindi della zonizzazione di alcune parti della Puglia che sono particolarmente fragili, c’è la impossibilità oggettiva di procedere ai tagli in tempi celeri così come ci chiede Bruxelles”

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