“Economia circolare è il futuro, risorse non infinite”: parola di Descalzi

Economia Politica

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“Dobbiamo abbandonare la cultura dello spreco perché le risorse non sono infinite. Anche l’energia non è infinita”. Parole forti e decise quelle usate dall’ad di Eni Claudio Descalzi, in un’intervista al Corriere della Sera e che ben si accompagnano alla decisione del Consiglio Ue che ha comunicato il 22 maggio 2018 l’approvazione in via definitiva di 4 proposte di direttiva sull’economia circolare che modificano sei direttive Ue su rifiuti, imballaggi discariche, pile, veicoli e rifiuti elettronici.

Il cambio richiesto è culturale e l’economia circolare, il sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo, è il futuro: “Siamo stati i primi a trasformare raffinerie tradizionali in raffinerie verdi. Per le riconversioni in ottica green, per le attività di ricerca e bonifiche abbiamo speso circa 5 miliardi negli ultimi 6 anni e nel prossimo quadriennio contiamo di spendere oltre 4 miliardi”, ha detto il manager secondo cui “dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare e di comportarci”.

Descalzi ha spiegato che “la trasformazione è stata focalizzata sulla raffinazione e sulla chimica perché siamo andati verso un’efficienza maggiore soprattutto nella riduzione delle emissioni, attraverso una rifocalizzazione dei prodotti che vengono da un’economia circolare, dal riutilizzo di biomasse vegetali o di residui di grassi animali e vegetali per la produzione di green diesel”.

TRASFORMAZIONE IMPRESE

Ma la trasformazione, ha precisato, “deve essere fatta attraverso nuove tecnologie ed è quello che permette a una società di non interrompere i propri cicli produttivi”. Nel futuro, per Descalzi, bisogna andare “verso un sistema meno impattante. Il mondo ha fame di energia, ma le rinnovabili sono ancora intermittenti, hanno bisogno di spazi enormi e poi ci deve essere continuità”.

Ed ecco il programma innovativo a livello di imprese che ha in mente: “La sicurezza energetica, sarà ancora assicurata per un certo periodo di tempo dagli idrocarburi. Le componenti più inquinanti devono essere tolte, le centrali più inquinanti devono essere modificate, ci vogliono investimenti in tecnologia per fare queste trasformazioni. Il sistema energetico copre il 60% delle emissioni, ma poi si deve affrontare il tema dei rifiuti. E dunque serve un cambio di approccio”.

CONSIGLIO UE

Seguendo questa visione di economia, è bene sapere che il 24/5/2018 è stato approvato il pacchetto economia circolare, via libera definitivo dal Consiglio Ue – ReteAmbiente.

Il Consiglio Ue ha comunicato il 22 maggio 2018 di avere detto sì in via definitiva alle 4 proposte di direttiva
sull’economia circolare che modificano sei direttive Ue su rifiuti, imballaggi discariche, pile, veicoli e rifiuti elettronici.

Tra i nuovi obiettivi previsto il riciclaggio entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani (60% entro il 2030 e 65% entro il 2035), mentre si frena lo smaltimento in discarica (fino a un massimo del 10% entro il 2035). Il 65% degli imballaggi dovrà essere riciclato entro il 2025 e il 70% entro il 2030. I rifiuti tessili e i rifiuti pericolosi delle famiglie dovranno essere raccolti separatamente dal 2025, mentre entro il 2024 i rifiuti biodegradabili dovranno anche essere raccolti separatamente o riciclati a casa attraverso ilcompostaggio.

 

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