“Cannabis light può essere pericolosa”. CSS: stop agli shop. Meluzzi lo aveva detto

In Rilievo

Il farmacologo Silvio Garattini, membro del Consiglio di Superiore di Sanità, interpellato dall’Agi ha lanciato un allarme gravissimo: “Lasciare prolificare questi cannabis shop che vendono prodotti cosiddetti ‘light’ è stato un grave errore”.

La sua valutazione è racchiusa in un parere scritto al ministero della Salute proprio per consigliare di vietare la vendita dei prodotti a base di cannabis: “Questa vendita libera dà l’idea che questa droga possa circolare tranquillamente, ma il limite del Thc fissato dalla legge non esclude affatti che ci possano essere effetti psicotropi: anche con un Thc molto basso bastano due o tre spinelli per ‘sballare’, specie per i più giovani con il cervello in fase di sviluppo. Secondo me bisogna intervenire e regolamentare il fenomeno”.

NEGOZI LIGHT

“Non è un prodotto medicinale, da combustione o alimentare e non si vende ai minori” è la risposta delle aziende che producono e commercializzano cannabis light. Così descrivono il proprio prodotto, che non andrebbe dunque fumato nè venduto a clienti con meno di 18 anni, perché anche se la legge in questo senso non prevede limitazioni, in tal modo si evitano potenziali rischi o problemi.

In Italia lo ‘spinello leggero’ è stato reso legale dalla legge 242/2016 sulla coltivazione e la filiera della canapa. Se la legge mirava a tutelare i coltivatori di piante, non fa menzione dei fiori. Secondo i negozianti la ‘cannabis light’ mantiene le proprietà del cannabidiolo, ma senza gli effetti psicoattivi grazie a  un tenore di Thc inferiore al limite di legge. Eppure oggi il Consiglio superiore di Sanità ha lanciato un chiaro allarme sui rischi.

AFFARI

Quello che è sempre stato chiaro – e lo conferma Coldiretti – è il giro d’affari stimato, di oltre 40 milioni di euro, che si sviluppa sia nei negozi veri e propri, sia su internet. Nel giro di 5 anni sono aumentati di 10 volte i terreni coltivati a canapa (per vari usi, non solo per la versione ‘light’), dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4.000 stimati per il 2018, sempre secondo Coldiretti.

RECENTI ALLARMI

D’altronde lo ha sempre denunciato Alessandro Meluzzi, psichiatra esperto in materia, che la cannabis fa molto male in sé. Che sia privata, di Stato o legale è un potente psicodislettico che nei dosaggi comunemente assunti produce effetti psicotizzanti e allucinogeni. Può essere efficace nella cura dei malati terminali, ma su una quindicenne sana è capace di danneggiarne il cervello.

E il fatto che questa società abbia anche solo pensato di assimilare una quindicenne a un malato terminale, denota una civiltà in confusione.

La provocazione di Meluzzi è sempre stata che a questo punto avemmo potuto direttamente dare la morfina, oppure il Toradol col caffelatte, per evitare il mal di testa ai ragazzi. Ora qualcun’altro, finalmente, ha deciso di parlare e di far sentire la voce della scienza, anche sulla cosiddetta cannabis light.

 

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