Parla la Bce dell’Italia: Spread, Qe e alt(r)i rischi dopo il contratto giallo-verde

Economia Politica

E’ il giorno del bollettino economico della BCE, e qui viene inserita una analisi del Ageing Report 2018 che getta un allarme su dei rischi elevati per l’Italia.¬†La Banca centrale europea mette in guardia dalla possibilit√† che in Paesi come Italia e Spagna si facciano “passi indietro” sulle riforme pensionistiche, dove si rilevano rischi di “rovesciamento delle riforme attuate”.

Ma il rapporto non si ferma qui: ipotizza che” tutte le riforme pensionistiche varate negli ultimi anni trovino piena attuazione”. Insomma, dice agli Stati cosa fare e cosa non fare, si intende, come consiglio.

Ma non solo Italia e Spagna sono allarmanti. “Il medesimo rischio, inoltre, potrebbe aumentare per i paesi in cui, ad oggi, si prevedono importanti cali dei tassi di sostituzione. In tali casi – dice la Bce – in alternativa, potrebbe aumentare il rischio di sempre maggiori trasferimenti di natura assistenziale qualora i piani pensionistici privati non fossero in grado di sopperire al divario”.

Emerge anche dall’ultimo bollettino mensile della Bce che i “differenziali dei titoli di Stato italiani sono considerevolmente aumentati dopo il 15 maggio, quando i mercati hanno conosciuto i dettagli contenuti nella proposta di programma avanzata dal nuovo governo italiano”.¬†Insomma √® colpa del contratto giallo-verde se¬†a maggio 2018 i rendimenti delle obbligazioni bancarie sono divenuti pi√Ļ eterogenei tra i diversi paesi, in un contesto caratterizzato dall’incertezza politica che si √® verificata in quel periodo in Italia? Sicuramente ha influito.

E intanto lo spread tra Btp e Bund tedeschi apre a 250 punti, dopo aver chiuso ieri a 248 punti. Il rendimento del Btp è al 2,813%.

Detto questo, per quanto riguarda la crescita economica¬†nell’area euro “rimane solida e generalizzata nei diversi paesi e settori, sebbene i dati e gli indicatori recenti si siano mostrati pi√Ļ deboli rispetto alle attese”. Nel primo trimestre del 2018 la crescita del Pil in termini reali si √® attenuata sul periodo precedente, collocandosi allo 0,4 per cento, dopo lo 0,7 per cento dei trimestri precedenti

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