Manovra, zitti tutti tornano i sindacati a parlare e la bocciano

Politica

Cgil, Cisl e Uil tornano a parlare. Era tempo che non si sentiva aria di agone sociale e unitario. Ovviamente il ritorno è per bocciare la Manovra, confermando un giudizio generalmente negativo sulla nota di aggiornamento del Def.

Ma non è solo opposizione, il messaggio che vogliono mandare è un altro. Nel corso di una riunione delle segreterie unitarie le tre confederazioni hanno deciso di varare una piattaforma comune, che conterrà le richieste del sindacato al Governo in vista della legge di bilancio.

Le tre organizzazioni chiederanno al Governo di essere convocate per un confronto sui temi che saranno contenuti nella piattaforma. Nella seconda metà di questo mese Cgil, Cisl e Uil riuniranno gli esecutivi unitari per il documento da presentare all’esecutivo, che poi sarà sottoposto ai rispettivi delegati nei territori spiegano davanti ai giornalisti.

A parlare con più forza la Camusso, Camusso che ora è in campo anche su un altro fronte. Il suo successore è in corsa. E sembra essere proprio Landini che ha anche una popolarità e una leadership naturale riconosciuta. E pare che l’investitura di Landini sia tanto più sorprendente oerchè con Camusso i rapporti non erano buonissimi.

Nella conferenza stampa, la lady del sindacato parla di un Def in cui spicca “l’assenza di un’idea del futuro e delle prospettive del Paese, che invece ha bisogno di uscire con determinati elementi della crisi degli anni scorsi”. “È stato un incontro molto utile e una discussione positiva – ha proseguito – in particolare ci siamo confrontati sull’aggiornamento del Def e, quindi, degli annunci che si determinano per la legge di bilancio. Abbiamo condiviso un giudizio generale sulla non intenzione di misure utili su sviluppo e lavoro, temi che sono assenti come quelli degli investimenti, infrastrutture, sanità, formazione, conoscenza e istruzione”.

Per il Def non fa scelte utili sul lavoro né investimenti in infrastrutture materiali e immateriali, come sanità, istruzione, ricerca: “Sono assenti idee per il futuro del Paese, che deve ancora uscire dalla crisi degli anni scorsi”. E la flat tax come le misure fiscali previste dal governo ? Vanno”nella direzione sbagliata” sentenzia lei.Il vero no poi è al reddito di cittadinanza, “fumoso e difficile da decifrare”.

“Avevamo apprezzato l’idea di uscire dall’austerità – ha invece sottolineato Barbagalloma nel merito mancano misure per lo sviluppo e la crescita”.

 

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