Utero in affitto, Brandi e Coghe a Raggi: “Nuove vele choc a Roma”

Politica

“Non è possibile tacere davanti al potere ingiusto. Qui è in gioco la libertà d’espressione, la libertà di tutti. Noi non accettiamo le ingiustizie cara Virginia Raggi, e la nostra risposta all’assurda censura subìta è che per Roma stanno girando nuove vele con questa dicitura: “Sarà ancora possibile dire mamma e papà?”. Tornano le immagini choc e tornano in campo il presidente di Pro Vita, Toni Brandi, e il presidente di Generazione Famiglia, Jacopo Coghe, tra le associazioni promotrici del Family Day e ideatrici della campagna #stoputeroinaffitto, i cui manifesti sono stati oggetto di rimozione e sanzione da parte del Comune di Roma che ha impedito di denunciare un reato contemplato dalla legge 40/2004.

Ricordiamo che i manifesti della campagna contro l’utero in affitto sono stati sanzionati fino a 2000 euro ed erano 50 distribuiti per Roma, il tutto per un totale che potrebbe raggiungere la cifra di 100.000 euro di multa, non certo una cifra irrisoria.

Ma i due presidenti, che appaiono combattivi, continuano a condannare la pratica della maternità surrogata a Roma perché “manipolare con la tecnica e l’ideologia la nascita di un bambino significa stravolgere il diritto, la ragione e il buonsens – denunciano con forza – e questa follia va chiamata con il suo vero nome: è sfruttamento delle persone, senza che il soggetto più fragile abbia neanche la coscienza di essere in realtà la merce della compravendita. Infatti il bambino viene ordinato e venduto a sua insaputa”.

“A chi ci ha accusati di presunta omofobia” – Brandi e Coghe replicano -“noi condanniamo la maternità surrogata in ogni forma e tutto il business vergognoso che si sta promuovendo sulla pelle dei bambini trattati come prodotti”.

Sul quotidiano La Verità, dove si è potuto ammirare il nuovo manifesto a tutta pagina, i due presidenti hanno ricordato che “la maternità surrogata è un crimine universale e che il tema verrà discusso al Congresso Mondiale delle Famiglie che si terrà a Verona dal 29 al 31 Marzo 2019. Il presidente del Congresso Brian Brown sta inviando gli inviti ma hanno già confermato la loro presenza il Vicepremier Matteo Salvini, il Ministro per la famiglia e le disabilità Lorenzo Fontana, il Segretario di Stato e Ministro per la Famiglia Ungherese Katalin Novak, il vice ministro ungherese per la Famiglia Attila Beneda, il governatore della regione Veneto Luca Zaia, il sindaco di Verona Federico Sboarina, il presidente del Family Day Massimo Gandolfini e il patriarca dei cattolici siriaci in medio oriente, Ignazio Giuseppe III”.

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