Reddito di maternità, presentata in Cassazione la proposta di legge del PdF

Politica

Il Popolo della Famiglia ha presentato oggi alla Corte di Cassazione la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione del reddito di maternità: mille euro al mese per le donne che si dedicheranno in via esclusiva alla famiglia e alla crescita dei figli.

Mario Adinolfi, presidente nazionale del PdF, ha spiegato: “La principale tragedia italiana è la denatalità. Per combatterla bisogna operare una rivoluzione culturale e lasciare libera la donna di scegliere tra lavoro in casa e lavoro fuori casa. La lavoratrice casalinga dedita alla famiglia e ai figli non è una donna di serie B, anzi svolge una funzione sociale che deve essere finalmente riconosciuta con un adeguato reddito. Nelle piazze italiane nei prossimi centottanta giorni il Popolo della Famiglia raccoglierà le cinquantamila firme richieste dalla Costituzione per presentare la nostra proposta di legge alle Camere. Solo con una normativa chiara come la nostra, dal costo inferiore ai tre miliardi di euro annui, si fa ripartire davvero la natalità in Italia e si disincentiva l’aborto, due emergenze su cui l’attuale governo non ha fatto nulla”

Cosa prevede la proposta di legge?

Si istituisce l’indennità di maternità per madri lavoratrici nell’esclusivo ambito familiare. Tale indennità, pari a dodicimila euro annui netti privi di carichi fiscali o previdenziali, è riconosciuta su richiesta da avanzare presso il Comune di residenza, alle donne madri cittadine italiane. La richiesta dell’indennità di maternità può essere avanzata dalle aventi diritto entro quindici giorni dalla nascita di un figlio (o figlia) o dalla sentenza di adozione che riconosce una maternità adottiva. Per ogni bambino può essere prodotta unicamente una domanda da una sola donna. Tale donna otterrà l’indennità di maternità per i primi otto anni di vita del figlio in assenza di altri redditi o impegni lavorativi, scegliendo dunque di dedicarsi in via esclusiva alla condizione di madre lavoratrice nell’ambito familiare con particolare riguardo alla cura dei figli. In caso di assunzione di impegni lavorativi esterni alla cura familiare, l’indennità di maternità si interrompe.

La durata di otto anni riparte alla nascita di ogni figlio. Alla nascita del quarto figlio l’indennità riconosciuta alla madre diventa vitalizia. L’indennità è vitalizia anche in caso di nascita di figlio disabile, sempre in occorrenza del pre-requisito della attività esclusiva di lavoro di cura familiare scelto dalla donna madre. Per l’indennità di maternità sono stanziati 3 miliardi annui dal fondo della presidenza del Consiglio per la famiglia e le pari opportunità nel triennio 2020-2022.

Condividi!

Tagged