Domani in tanti sotto al Campidoglio per Asia Bibi libera e salva

Politica

“Le novità delle ultime ore sulla vicenda di Asia Bibi, liberata dalla prigionia ma obbligata a restare in Pakistan, rendono ancora più urgente testimoniarle pubblicamente la nostra totale solidarietà e il desiderio di vederla presto sana e salva lontano dalle orde di fondamentalisti che la vogliono morta: rivolgo un particolare appello affinché tutte le forze politiche si uniscano ai cittadini in nome delle Libertà fondamentali così drammaticamente violate nella vicenda di Asia Bibi“. L’appello è di Filippo Savarese, Direttore della Fondazione CitizenGO Italia, che ha promosso il sit-in di solidarietà per Asia Bibi in programma martedì 13 novembre alle ore 14 in Piazza del Campidoglio.

E parteciperà all’iniziativa, “per essere vicini ad Asia Bibi, assolta dall’accusa di blasfemia ma non ancora in salvo, e per testimoniare in favore dei diritti fondamentali, di cui il primo è quello alla vita” anche Pro Vita di Toni Brandi. “Saremo presenti anche per condannare e urlare contro la violenza e la crudeltà che i cristiani subiscono ancora nel mondo, ma che vengono ignorate a livello mediatico” ha affermato in una nota, sottolineando quanto ribadito da CitizenGo Italia, ossia che anche gruppi consiliari e diversi parlamentari di Fratelli d’Italia e della Lega hanno annunciato la loro presenza.

“Raggi esponga la foto della donna sulla facciata del Comune anche se in ritardo clamoroso” ha poi attaccato Toni Brandi. Alla prima cittadina di Roma, il presidente di Pro Vita ha anticipato il valore e il senso della propria discesa in campo: “Noi lotteremo sempre per il diritto di dire la verità: con il male non si può venire a compromesso, né è giusto accettarlo. Penso, per esempio, alla censura che abbiamo subíto per mano del sindaco: Raggi non ha pensato di difendere i veri diritti, come per esempio quelli dei bambini, ma ha rimosso e censurato i nostri manifesti contro l’utero in affitto. Siamo stati puniti solo per aver combattuto la pratica della maternità surrogata che in Italia è vietata dalla legge 40. E’ il segno di una deriva che non va sottovalutata e che impegna tutti nella lotta: il male può e deve solo essere combattuto e vinto”.

Insomma, le associazioni faranno sentire la propria voce.

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