Utero in affitto, arriva la mozione: “Una violenza contro le donne”

Politica

Esperti dell’Università Europea contro utero affitto: è un’ offesa donna. Il Tribunale di Milano nei giorni scorsi ha ordinato la trascrizione nell’archivio dello stato civile di atti di nascita formati all’estero: due gemelline di due padri gay. Ma i civilisti Alberto Gambino ed Emanuele Bilotti, Prorettore e Preside di Giurisprudenza dell’Università Europea di Roma a margine della presentazione del nuovo Corso di laurea presso la sede dell’Enciclopedia Treccani a Roma, hanno voluto esprimere le loro “critiche e perplessità” per la decisione.

Con questa decisione il giudice milanese “sembra trascurare – hanno sottolineato Gambino e Bilotti come riporta la nota stampa- la recente presa di posizione del giudice delle leggi, secondo cui la pratica della maternità surrogata ‘offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane'”.

“In particolare – hanno proseguito i civilisti all’Università Europea di Roma – ciò che il giudice milanese sembra trascurare del tutto è l’implicazione necessaria che sussiste tra il modello costituzionale della genitorialità naturale e la norma personalista posta a fondamento di quel grandioso progetto di emancipazione umana e sociale che è racchiuso nelle norme della nostra Costituzione. Laddove infatti la libertà di dare la vita si traduce nel riconoscimento del diritto di essere genitori, il figlio degrada inevitabilmente a oggetto di un diritto degli adulti”.

“Certe decisioni – hanno concluso il Prorettore Gambino e il preside Bilotti – non possono pertanto che essere considerate con rammarico e con grave preoccupazione, in quanto indicative di un orientamento culturale che, mettendo ancora una volta in discussione il modello della genitorialità naturale in nome di un preteso interesse superiore del minore, in realtà contraddice la stessa istanza fondamentale di promozione della dignità della persona”.

E che sia un’ offesa donna la maternità surrogata lo ha detto anche il Parlamento. Con tanto di due delle associazioni promotrici del Family Day che hanno espresso la propria soddisfazione per la mozione approvata ieri contro la pratica della maternità surrogata, considerata appunto violenza sulle donne, che vede come prima firmataria la leghista Stefania Pucciarelli.

“Finalmente una presa di posizione a favore delle donne che vengono sfruttate per la loro povertà e costrette ad affittare il proprio utero in cambio di denaro: anche questa è violenza contro le donne e il Senato a larghissima maggioranza ha deciso che d’ora in poi è una verità indiscutibile” hanno dichiarato Antonio Brandi e Jacopo Coghe, rispettivamente presidenti di Pro Vita e Generazione Famiglia.

“Con questa mozione l’esecutivo si è impegnato, e noi facciamo il nodo al fazzoletto – ha aggiunto Brandi- a compiere tutto il necessario sul piano nazionale e internazionale per fermare questa nuova e vergognosa forma di schiavitù spacciata per amore. Ci aspettiamo che sia solo il primo passo contro una pratica vergognosa e incivile. I bambini non si vendono, ma neanche si regalano per questo la maternità surrogata verrà discussa al prossimo Congresso mondiale delle Famiglie che si terrà per la prima volta in Italia, a Verona”.

Poi il messaggio di Coghe va a quei sindaci “che trascrivono gli atti di nascita di bambini rivendicati da genitori capricciosi che hanno usato l’utero in affitto per soddisfare le proprie voglie. Mai più più alleanza con questa violenza sulle donne ma anche sul bambino. Chi vende il proprio grembo per uscire dalla miseria va liberato e non lasciato oppresso e i bambini vanno difesi”.

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