Reddito di cittadinanza? È UN AFFARE PER 30MILA PERSONE

Politica

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Trentamila nuovi posti di lavoro. È questo l’unico effetto benefico accertato che verrà dal sospirato reddito di cittadinanza, obiettivo simbolo del programma pentastellato per raggiungere il quale Luigi Di Maio ha accettato ogni sorta di compromesso col partner di minoranza nella coalizione, la Lega di Salvini.

I fortunati non saranno però i riceventi del sospirato assegno, ma i navigator, ovvero degli esperti che aiuteranno chi ha diritto al reddito a trovare un lavoro. I primi 4mila dovranno essere assunti entro aprile.

Esperti in cosa ancora non si sa. Dipendenti di chi, nemmeno. Una delle norme della legge di bilancio 2019 prevede infatti il blocco delle assunzioni nella Pubblica amministrazione fino a novembre, quindi è impossibile inquadrarli nei centri per l’impiego. Una soluzione potrebbe essere quella di inserirli nell’Anpal servizi SPA, una partecipata al 100% della Agenzia nazionale per le politiche attive, che oggi conta appena 578 dipendenti (quasi tutti precari). Il problema è che, secondo il suo presidente Del Conte, “La società al momento non ha i soldi per assumere neanche uno di questi navigator”. Semmai, coi suoi dieci milioni di budget annuali, riuscirà a stabilizzare una manciata dei dipendenti assunti a tempo determinato.

Ma non è solo un problema di fondi, siamo a corto anche con i tempi: seppure si trovassero i soldi necessari, aprile è troppo vicino per organizzare un concorso, quindi i 30mila fortunati verranno assunti tramite una semplice selezione per titoli, al massimo accompagnata da un colloquio. Non è poi chiaro quali saranno le competenze ed gli eventuali titoli di studio richiesti ai candidati: tutto quello che è dato sapere è che, parole di Di Maio, si tratterà di figure “di alto profilo”. Resta da vedere quante figure di “alto profilo” saranno interessate a un lavoro a commissione: il navigator non avrà un compenso fisso, verrà pagato in base al numero di contratti di lavoro che riuscirà a far firmare ai percettori del reddito di cittadinanza. In pratica come un venditore di aspirapolvere porta a porta, solo che qui da vendere c’è qualche disoccupato.

Precarietà estrema a parte, il compito che attende i navigator è improbo: 30mila persone possono sembrare tante, ma occorre tenere presente che dovranno trovare lavoro a centinaia di migliaia di persone (la bozza del decreto stima che le persone potenzialmente interessate dal reddito di cittadinanza siano 1.357.000). E per farlo dovranno “navigare” tra i dati di centinaia di centri per l’impiego, che non sono mai stati capaci di dotarsi di un database unico. Associare l’offerta di lavoro al singolo, proporgliela e seguire l’iter di assunzione si prospetta quindi compito tutt’altro che agevole. Forse si sarebbe fatto meglio ad assumere qualche tecnico informatico per creare una banca dati unica alla quale accedere, magari da casa, per individuare un annuncio che faccia al caso proprio, ma in quel caso come si sarebbe trovato lavoro – seppure malpagato – ai 30mila?

Massimo Spread

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