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Sanità Digitale, Bisciglia (Aidr): il 5G nuovo valore per il Paese e un’importante opportunità per la telemedicina

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Andrea Bisciglia
Andrea Bisciglia

Anche il settore sanitario ne è coinvolto, assicurando una velocità di connessione estremamente più elevata del 4G e una perfetta interazione con i dispositivi IoT (Internet of Things, ovvero quei dispositivi intelligenti che si connettono tra loro).
Se ne è parlato al 5GItaly Global Meeting a Roma, a cui hanno preso parte diversi esperti nazionali ed internazionali.

Parlando di 5G, dal punto di vista della telemedicina, esistono delle grandi opportunità. La prima di tutte è il consumo di batteria. Consumi più bassi permettono di avere dispositivi sempre connessi. Inoltre, con questa tecnologia possiamo superare gli smartphone e i sistemi operativi come Apple e Google e quindi i problemi relativi alla privacy. Esistono anche difficoltà nella certificazione delle App, ma con il 5G potremmo scavalcare tutto questo perché entra direttamente nell’internet degli oggetti intelligenti connessi al Cloud. Naturalmente, serviranno dispositivi nati in 5G e servono applicazioni che possano supportare il 5G a livello di Cloud.

Con tali dispositivi sarà possibile seguire a distanza malati cronici e fragili, monitorare, ad esempio, la frequenza cardiaca, respiratoria e la gittata cardiaca. Il tutto in tempo reale. Attualmente questi oggetti si appoggiano sul wifi ma sono predisposti per viaggiare su 5G. Tali dispositivi possono monitorizzare, ad esempio, quando il paziente è a letto, con quale frequenza viene mobilizzato, nel caso in cui avesse difficoltà alla deambulazione, se la frequenza cardiaca fosse alta da 3 giorni e se la notte non dorme.

Scompensati, diabetici, disabili sono solo una parte di persone che possono trovare benefici da una tecnologia che sta facendo passi da gigante.
Come tutte le innovazioni, però, anche il 5G è accompagnato da alcune preoccupazioni. C’è chi sostiene che il 5G può avere degli effetti sulla salute dell’uomo, ma immagino che difficilmente sacrificheremo la nostra salute in cambio di una batteria più duratura. In fin dei conti smartphone o altri device che al momento utilizziamo sono fonte della medesima preoccupazione, ma non per questo decidiamo di non utilizzarli.

Vittorio Zenardi

Innamorato della settima arte, mi laureo in Lettere all'Università degli Studi di Firenze con una tesi in Storia e Critica del Cinema. La passione per il giornalismo mi porta a Roma dove collaboro con riviste cartacee e testate online che mi permettono di diventare prima Critico cinematografico SNCCI poi giornalista. Seguo come inviato i maggiori Festival internazionali, ho fondato l’Associazione Italian Digital Revolution dove ricopro il ruolo di Membro del Consiglio Direttivo e Responsabile del Sito e dei Social Media.

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