Se lo dice la Cassazione: l’utero in affitto è sempre reato

Politica

A quanto pare il web è arrivato prima, anche stavolta: l’utero in affitto, anche se gratis, è sempre reato in Italia. E la sentenza sarebbe la n. 2173, depositata lo scorso 17 gennaio, dalla Corte di Cassazione. 

La storia sarebbe quella di una coppia e una madre naturale condannati per il reato di “affidamento a terzi di un minore”, in violazione dell’articolo 71 della legge 184/1983, intitolata “Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori”.

La Corte ammetterebbe dunque che non serve che la madre “naturale” percepisca nulla per parlare di reato. E c’è anche un’aggravante: nel caso in cui l’affidamento illecito di un figlio a terzi sia commesso da un genitore naturale.

Per la sentenza, inoltre, il delitto sarebbe punito dall’articolo 71 della norma sulle adozioni e, per essere effettivo, “non richiede, per colui che affida il minore, la previsione di un compenso economico come corrispettivo della consegna del minore stesso”. In più, hanno specificato i giudici, “l’articolo 71, comma 1, della legge 184/1983 punisce con la reclusione da uno a tre anni, chiunque, in violazione delle norme di legge in materia di adozione, affida a terzi con carattere definivo un minore, ovvero lo avvia all’estero perché sia definitivamente affidato, senza ulteriori condizioni ai fini della integrazione del reato”.

Tra le voci che hanno subito parlato di “sentenza storica” due associazioni, che erano tra quelle promotrici del Family Day, Pro Vita e Generazione Famiglia. 

I due presidenti Toni Brandi e Jacopo Coghe, hanno fatto sapere che è “finita la grande menzogna” e che sono stati “smascherati gli avvelenatori del pozzo”.

Ma a chi si riferiscono? A quanti finora hanno voluto far passare questa pratica, come meramente legata a un desiderio di amore. E invece per Brandi e Coghe “finalmente si ristabilisce la verità: il corpo umano non è uno strumento di produzione per altri e questo anche se le madri naturali si prestano a titolo gratuito a concepire e partorire un figlio che non sarà loro”.

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