Estate. Spiagge, concessioni e Tap. Puglia: il caso San Foca ancora in bilico

Politica

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Lo scorso 29 aprile un articolo di Repubblica ammoniva: “Spiaggia, l’Ue bacchetta l’Italia, no al rinnovo automatico delle concessioni balneari. Entro l’estate il via alla procedura d’infrazione”.

Così è stato. In questi giorni l’Unione Europea ha avviato la procedura d’infrazione contro lo Stato italiano perché, come noto, la legge di bilancio non ha rispettato la direttiva Bolkestein sulla concorrenza. Direttiva al centro di tante contestazioni.

E’ un grosso problema poiché l’infrazione peserà su tutti gli italiani, ma soprattutto è da chiarire come il regalo fatto dal “Governo del cambiamento” nel periodo natalizio al comparto dei proprietari balneari, verrà gestito.
Un tema delicato per esercenti e utenti, considerando che siamo a ridosso della stagione estiva e molti iniziano a progettare le vacanze, riproponendo un’annosa questione.

La Puglia, ad esempio, in testa nelle classiche del gradimento degli italiani, sarà la cartina di tornasole di questo tema. Ha ottenuto 13 Bandiere blu e per la prima volta è emersa nel conteggio, anche la località di Maruggio (Ta). Uno dei tre luoghi del litorale Tarantino dopo Castellaneta e Ginosa ad aver conquistato la bandiera.

Anche la costa Salentina ha ricevuto le Bandiere blu come Otranto e Castro Marina, località che distano da San Foca poco più che 25km.

Il territorio di San Foca, lo ricordiamo, è il sito dove dovrebbe essere fatta la Tap (Trans Adriatic Pipeline). Attualmente il progetto è stato sospeso dopo varie sollecitazioni e istanze del senatore del Gruppo Misto Maurizio Buccarella, dell’attivista Alfredo Fasiello e di alcuni cittadini.

Inoltre, lo scorso 5 marzo un gruppo di ricercatori dell’Università di Bari “Aldo Moro”, Università del Salento e Tor Vergata guidato dal professore Giuseppe Corriero, ha pubblicato la ricerca su “Scientific Reports”, che ha rivelato la presenza a 50 metri di profondità al largo di Monopoli, località sul versante adriatico in provincia di Bari, di scogliere con madrepore vive. Una scogliera di coralli che va da Monopoli sino ad Otranto (secondo i ricercatori).

La prima barriera corallina presente nel Mediterraneo, non deve essere lasciata solo ad uno studio, ma intesa come risorsa. In una collaborazione effettiva e virtuosa tra istituzioni, mondo della cultura e cittadini, i quali a loro volta devono essere sensibilizzati al primato del bene comune. Abbandonando atteggiamenti e comportamenti ancora radicati, come quello di scaricare rifiuti in mare.

Un elemento di speranza ci viene invece, da iniziative di solidarietà sociale intraprese dai privati come quella attuata dal lido “El Cohiba 59” sito a Pulsano (TA) mirata a rendere gratuito l’accesso alla spiaggia a coloro i quali si trovano in difficoltà deambulative.
In soldoni, sulle spiagge si giocano e giocheranno molte partite: quella della Ue contro l’Italia, la normativa sulle concessioni, le scelte industriali ed economiche del paese, e il diritto al ristoro dei cittadini.

di Angelo Sessa

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