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Cgil in salsa “nuovi diritti”: è polemica per il convegno sull’utero in affitto

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Ci mancava anche questa, non bastavano la soppressione dell’art.18, il precariato e la crescita delle partite iva come problemi. Due proposte di regolamentazione dell’utero in affitto saranno presentate domani, a Roma, per iniziativa di Articolo 29, dell’Associazione Luca Coscioni, dell’Associazione Certi Diritti e dell’Ufficio Nuovi diritti della Cgil. Le proposte, che non tengono conto del divieto della legge 40 del 2004, avranno come idea portante quella di consentire a tutti, singles e coppie, omosessuali ed eterosessuali, l’accesso alla maternità surrogata, ovvero alla cosiddetta Gpa, la “gestazione per altri”.

Ma le femministe non ci stanno. E un documento di protesta firmato da oltre 150 persone è stato inviato al segretario Cgil Maurizio Landini. D’altronde chi affitta l’utero lo fa per disperazione, povertà e difficilmente accade lo faccia gratuitamente, anzi praticamente quasi mai.

«Caro Landini», si legge nel documento, «apprendiamo con allarme del convegno, dove sono assenti voci contrarie alla maternità surrogata. Da questo», continua il messaggio, «si deduce che la Cgil ha già assunto una posizione favorevole a una possibile regolamentazione dell’utero in affitto. Ma all’interno del sindacato», viene precisato, «mai c’è stato un dibattito su un tema così importante».

Insomma una vergogna, per loro, che il costo di media di un utero “affittato” sia di 200 mila euro e che per questo mercato non ci sia indignazione, altro che esaltazione!

E non gliele hanno mandato a dire Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente del Congresso Mondiale delle Famiglie e di Provita e Famiglia che hanno denunciato: “Dai fattori di produzione ai fattori di riproduzione il passo è stato breve e verso il baratro. Persa la battaglia della difesa dei lavoratori, sempre più abbandonati a una giungla senza diritti, la Cgil senza idee e sempre meno iscritti ha scelto di occuparsi di gestazione per altri. L’utero è del sindacato e lo gestirà lui ora?”.

Eppure l’avvocato Filomena Gallo, dell’Associazione Luca Coscioni, ha spiegato che le proposte prevedono quella che viene definita come una “Gpa solidale” dove “i dovrà dimostrare che la gestante non è in stato di bisogno, ci sarà un rimborso delle spese mediche e una polizza assicurativa”. Fatto sta che l’affitto dell’utero rimane inaccettabile comunque per le femministe.

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