Iran, la guerra che non c’è ma che sembra scoppiata. Ecco perchè

Esteri Politica

Condividi!

Il mondo sta assistendo sgomento all’escalation di atti e dichiarazioni ostili fra gli USA e l’Iran, ma di guerra vera e propria non se ne vede neanche l’ombra. Gli USA per svolgere una campagna militare, che abbia una qualche probabilità di riuscita, dovrebbero schierare ben altre forze!

L’odierno Iran, infatti, non è certo l’Iraq di Saddam Hussein. E’ un paese vasto, con circa 80 milioni di abitanti, armato fino ai denti e soprattutto molto avanzato tecnologicamente. Gli USA dovrebbero, perciò, secondo stime prudenziali, mettere in campo aerei per almeno mille sortite al giorno, 300.000 uomini per l’invasione di terra, missili e quant’altro, con un costo di almeno 1 trilione di dollari! Sempre che Russia e Cina stiano a guardare senza intervenire, altrimenti la stima di cui sopra lieviterebbe enormemente.

Ma vari esponenti del congresso USA hanno già cominciato a strillare che non vogliono una guerra con l’Iran, anche perché con il deficit statunitense non ci sarebbero neanche i fondi disponibili.
La guerra non c’è, ma l’escalation sì: hanno cominciato gli iraniani a minacciare il blocco dello stretto di Hormuz, poi gli USA hanno inviato una portaerei e ancora mille uomini di rinforzo nelle basi americane in Medio Oriente; quindi l’Iran ha abbattuto un global hawk senza pilota statunitense, il 21 giugno scorso, adducendo quale pretesto dell’abbattimento che il drone era entrato nel territorio dell’Iran;

Donald Trump ha affermato di aver fermato all’ultimo momento un attacco di rappresaglia statunitense, ma che l’attacco era solo “sospeso”; infine gli inglesi hanno sequestrato una petroliera iraniana la Grace 1 al largo di Gibilterra, sostenendo che la petroliera si stava dirigendo in un porto siriano, per cui l’Iran avrebbe violato l’embargo europeo nei confronti della Siria; le due parti – USA e Iran – continuano a proferire minacce sempre più pesanti l’una contro l’altra, come fanno i bulli prima di picchiarsi.

Certo, i colpi che le due parti si sono inferti a vicenda non sono leggeri. L’abbattimento dell’aereo spia global hawk statunitense da parte dell’Iran cagiona agli Stati Uniti danni molto pesanti. Non già per il valore dell’aereo che ammonta a poco più di un centinaio di milioni di dollari, ma perché il drone era il non plus ultra della tecnologia americana.

Si trattava inoltre di un aereo stealth, cosiddetto “invisibile”, che per gli iraniani era invece visibilissimo, tanto è vero che l’hanno abbattuto con un solo missile, peraltro di produzione locale (non russa). E anche i danni cagionati all’Iran dall’Inghilterra, con il sequestro della petroliera, non sono da poco, anche perché la Grace 1, di stazza troppo grande per attraversare il canale di Suez, stava entrando nel Mediterraneo dallo Stretto di Gibilterra. Con la conseguenza che il commercio del petrolio iraniano sarà reso sempre più difficile. MA NON E’ ANCORA UNA GUERRA.

Insomma, che storia è questa? La guerra USA – Iran non è ancora scoppiata, ma qualcuno vuole far credere che le parti siano già in aperto conflitto militare. Chi è questo qualcuno?
Attenzione, questa volta non è solo Israele che soffia sul fuoco, come si evince dalle dichiarazioni di Netanyahu, che spinge l’Europa a ripristinare le sanzioni nei confronti dell’Iran. Ci sono anche potenti fazioni iraniane, che premono per la guerra, ben consapevoli del fatto che, in caso di aperto conflitto militare USA – Iran, Trump non sarebbe rieletto per un secondo mandato alla Casa Bianca.

di Francesco Tallarico

Tagged

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.