Guerra Turco-Curda. Quello che nessuno dice e la vera posta in palio

Esteri Politica

Nel Curdistan siriano si è giocata e si gioca tuttora una partita a scacchi geopolitica e militare, che può essere riassunta in modo molto diverso da come viene raccontata dai media ufficiali e dal pensiero unico.

Ricordiamo i fatti.
Gli Usa hanno inviato un paio di anni fa nel Nord Est della Siria un piccolo contingente militare, composto da qualche centinaio di uomini, col pretesto di liberare la zona dai resti dell’Isis. Questo contingente si è appoggiato ai curdi siriani, che nel frattempo hanno costituito un’enclave da loro amministrata, la “Rojava”.

Evidentemente gli americani hanno illuso i curdi con la promessa di appoggiarli ai fini della costituzione di uno Stato autonomo; promessa che, evidentemente, gli americani sapevano fin da subito che non avrebbero mai mantenuto.
Ovviamente, fin dall’esordio di questo progetto curdo-statunitense, la Turchia ha protestato, entrando in serio conflitto con gli Usa e con l’intera alleanza atlantica, in quanto considera i curdi dell’Ypg (Curdistan siriano) dei terroristi, come considera terroristi i curdi del Pkk, che per decenni hanno imperversato nella parte orientale della Turchia compiendo sanguinose azioni di guerriglia, attentati e quant’altro.

Veniamo ai russi.
Putin, negli anni 2015-2019, in cui si è sviluppato l’intervento militare russo in appoggio al governo di Bashar al Assad, ha sempre cercato di portare la Turchia dalla propria parte e di metterla in contrasto con gli Usa e soprattutto con la Nato. Con tutta evidenza, senza il benestare della Turchia sarebbe stato difficile riconquistare tutto il territorio siriano in mano alle milizie “ribelli”, tra le quali, oltre all’Isis, c’è una cospicua rappresentanza filo-turca. Perciò i russi hanno sopportato pazientemente le attività degli americani e dei curdi nel Nord Est della Siria, ben sapendo che tali attività, prossime al confine meridionale della Turchia, avrebbero scatenato il feroce dissenso di Erdogan.

In effetti, il progetto russo di mettere Turchia e Nato-Usa l’una contro gli altri ha avuto un discreto successo, dal momento che agli incontri negoziali di Astana per la soluzione della guerra in Siria hanno sempre partecipato la Russia, l’Iran e anche la Turchia. Inoltre, la Turchia di recente ha deciso di acquistare i sistemi di difesa anti-missile e anti-aerea russi S-400, attirandosi così le ire di Washington e della Nato, che hanno escluso la Turchia dal programma di realizzazione degli aerei caccia militari di nuova generazione F35.

Ora, però, questo fragile equilibrio dei pezzi sulla scacchiera medio-orientale rischia di infrangersi.

Infatti, gli Usa, con una mossa davvero furba e insidiosa si sono sfilati dal Nord Est della Siria, dopo aver messo i Curdi contro i Turchi. Così l’Esercito turco senza la presenza dei militari del contingente statunitense, si è sentito libero di invadere la Siria e lo sta facendo.
Quindi, gli Usa quando promettevano sostegno ai Curdi mentivano, già sapendo che non avrebbero mai mantenuto l’impegno? I più maliziosi la pensano così.

Sta di fatto che i curdi, come è sempre accaduto nella storia più recente, sono stati sfruttati come massa di manovra e poi abbandonati.
Attenzione, però, le dichiarazioni del Ministro degli Esteri russo Lavrov, solitamente moderato e prudente, questa volta sono piuttosto allarmate e possono essere riassunte nei seguenti termini: il gioco degli americani è molto pericoloso e c’è il concreto rischio che l’intera regione medio-orientale prenda fuoco. Sta di fatto che proprio mentre scriviamo i siriani (alleati dei russi) hanno deciso di appoggiare i Curdi contro i turchi.

di Francesco Tallarico

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