Ecco le vere ragioni che hanno portato ad uccidere Soleymani

Politica

Cronaca di una guerra annunciata. Il 3 gennaio 2020 in Irak, l’auto con a bordo il Generale iraniano, Qassem Soleymani, e il capo delle milizie irachene, Abu Mahdi al Muhandes, è stata raggiunta da un missile sparato da un drone americano e gli occupanti sono uccisi entrambi sul colpo.

Donald Trump, immediatamente dopo, ha rivendicato il duplice assassinio, adducendo quale motivazione che il Generale Qassem Soleymani fosse un terrorista responsabile della morte di molti cittadini americani, e che si stesse preparando ad ucciderne altri.
Molti osservatori hanno temuto che l’uccisione dei due uomini, azione fortemente provocatoria in questo momento di grande tensione, avesse quale intento quello di scatenare una quarta guerra mediorientale.

La ritorsione dell’Iran non si è fatta attendere. Nella notte dell’8 gennaio  l’Iran ha lanciato svariati missili su tre basi americane, situate in Irak, distruggendone in modo totale almeno una.
Ma, contrariamente alle attese, l’ulteriore rappresaglia americana, che avrebbe dato inizio ad una vera e propria escalation, non c’è stata. Anzi, mentre gli iraniani hanno detto che gli americani avrebbero subìto perdite di almeno 80 morti e 200 feriti, Donald Trump ha dichiarato che in realtà era andato “tutto bene” e cioè, che le basi non avevano subìto particolari danni e che gli USA non avevano denunciato perdite. Quasi che sulle basi americane fossero piovuti confetti e fiori, invece che missili.

E’ difficile stabilire la verità dei fatti, perché con tutta evidenza entrambe le parti hanno reso dichiarazioni tipiche della “propaganda bellica”. Il problema è un altro: SE GLI USA NON VOLEVANO L’ESCALATION CON L’IRAN, PERCHE’ HANNO UCCISO IL GENERALE SOLEYMANI?
Evidentemente, il loro obiettivo era proprio il generale iraniano.

Cosa stava facendo in Irak Qassem Soleymani il giorno in cui è stato ucciso?
L’unica dichiarazione in merito è quella del Ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, il quale ha precisato che il generale stava svolgendo in Irak colloqui di pace con l’Arabia Saudita.

Se è vero quello che ha dichiarato il Ministro degli Esteri iraniano, si può ipotizzare che gli USA, uccidendo il Generale Qassem Soleymani, abbiano cercato di bloccare il processo di pace tra Iran e Arabia Saudita, facendo capire che chi si avventura su quella strada è un uomo morto.
Alla luce di questa ipotesi, l’uccisione del Generale Soleymani potrebbe avere un senso. Lo spieghiamo: le Forze militari statunitensi sono ufficialmente in Medio Oriente, per difendere gli alleati arabi, principalmente l’Arabia Saudita, ma anche gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait, la Giordania e persino l’Irak, dai “terroristi iraniani”, con i loro alleati Siria, Irak, Libano (Hezbollah) e varie fazioni palestinesi. Se il blocco iraniano fa la pace con gli altri Paesi arabi della regione, gli Stati Uniti che ci stanno a fare in Medio Oriente?

PERCIO’, LA POSTA IN BALLO PER GLI USA POTREBBE ESSERE QUELLA DI MANTENERE O MENO LA PRESA SUL MEDIO ORIENTE, REGIONE CRUCIALE DAL PUNTO DI VISTA GEOPOLITICO PER QUALSIASI SUPERPOTENZA.

di Francesco Tallarico

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