L’Europa boccia il No all’utero in affitto. Lega e associazioni prolife tuonano

Politica

“L’Europa svende la donna”. Simona Baldassarre, europarlamentare della Lega, in seguito alla bocciatura ieri da parte del Parlamento europeo di un suo emendamento contro la maternità surrogata presentato a una risoluzione sui diritti umani non nasconde la sua rabbia.

Per la Baldassarre “il Parlamento ha calpestato la dignità della donna e il diritto a non mercificare il proprio corpo”. Secondo lei, la pratica della maternità surrogata “è un business vergognoso, dove ricchi acquirenti sfruttano donne dei Paesi poveri: si comprano un utero”.

E ad attaccare l’Europa che ha perso i valori sono scese in campo tutte le associazioni del Family Day.

Sono esterrefatto e indignato per la bocciatura dell’Aula di Strasburgo dell’emendamento contro l’utero in affitto. L’emendamento era apprezzato anche da quel femminismo più illuminato che in Italia si batte contro il mercimonio del corpo delle donne e delle vite dei bambini. Se da una parte dobbiamo registrare che persino la sinistra governativa spagnola in questi giorni ha detto “No” a questa barbara pratica di schiavismo neocapitalista con un provvedimento legislativo, dall’altra dobbiamo riconoscere che l’Europa ha mostrato nuovamente il suo volto più nichilista e mercantilista che riduce le persone e il rapporto primigenio della vita – quello tra madre e figlio – in servizi e merce da vendere e acquistare”, ha dichiarato il leader del Family Day commenta il voto del Parlamento europeo che, a larga maggioranza, ha respinto l’emendamento contro l’utero in affitto che aveva come prima firmataria l’eurodeputata Simona Baldassarre.
“Non è un caso che un’Europa senz’anima, in pieno declino demografico e intrisa di una mentalità contro la famiglia naturale rifiuta di riconoscere i basilari principi della dignità e dell’integrità dell’essere umano e cerca di tramutare i crimini in diritti. A sconcertarmi non è tanto l’atteggiamento dei burocrati dell’Ue, ma l’assordante silenzio di tante realtà politiche, culturali e sociali che dicono ogni giorni di battersi per promuovere i diritti delle donne e dell’infanzia e che esaltano il ruolo dell’Europa come faro di civiltà. Sono molto grato invece a Simona Baldassarre – che ha firmato il nostro manifesto valoriale e sostiene pienamente i nostre battaglie per la vita, la famiglia e la libertà educativa – e agli altri 167 eurodeputati diversi Paesi che hanno votato in favore dell’emendamento. E’ solo grazie all’impegno di minoranze rumorose e consapevoli che si ricostruirà un’Europa veramente attenta al migliore interesse del bambino, della donna e del bene comune” ha concluso Massimo Gandolfini.
E anche Pro Vita e Famiglia è scesa in campo, parlando del mostro che è diventata l’Europa, senza valori e per la mercificazione dei corpi. 

“La bocciatura dell’Aula di Strasburgo dell’emendamento contro l’utero in affitto presentato dall’eurodeputata della Lega, Simona Baldasarre, è gravissima. Il segno ulteriore della crisi di identità dell’Europa, della perdita delle proprie radici. L’Europa dei burocrati e della finanza è diventata la terra di nessuno e un mercato a cielo aperto, senza orizzonti di senso neanche quelli alla base dei diritti dell’uomo” hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente della Onlus organizzatrice del Congresso di Verona. 

“Contro le donne costrette ad affittare il proprio utero, sono scesi in campo anche i più insospettabili: oltre a tante realtà del femminismo europeo, anche la sinistra spagnola ha spiegato chiaro e tondo come le ‘pance in affitto’ minino i diritti delle donne oltre che dei bambini, che hanno il diritto naturale ad avere una mamma e un papà” hanno proseguito Coghe e Brandi.

“Possono provare a nascondere la verità – hanno ancora dichiarato – ma la verità è una: la compravendita di un bambino resta la mercificazione di un essere umano. E’ un controsenso che la politica, che deve occuparsi delle disuguaglianze economiche sempre crescenti, appoggi o non contrasti proprio l’uso e l’abuso di donne povere che in cambio di soldi vendono i propri ventri a ricchi signori e ai loro capricci. Se siamo contro lo sfruttamento del lavoro umano e la compravendita di umani, come fa l’Europa a calpestare la dignità di queste donne e di bambini indifesi? E’ vergognoso, orribile, è assurdo”.

“L’Europa – hanno concluso Brandi e Coghe – è diventata un mostro. Basta pensare che non contrastando l’utero in affitto di fatto accetta anche l’eugenetica, visto che attraverso cataloghi vengono scelte le caratteristiche dei bambini desiderati”.

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