Lazio, grazie a Cavallari (Iv) 20 milioni per famiglie e soggetti deboli

Politica

La Regione Lazio ha stanziato 20 milioni di euro da spendere in buoni spesa e farmacia destinati alle famiglie in difficoltà.

Lo ha reso noto il consigliere regionale di Italia Viva Enrico Cavallari che nei giorni scorsi si era fatto promotore di questa iniziativa. Inizialmente era stata stanziata una prima somma pari a 10 milioni, poi sempre grazie all’intervento del consigliere Iv, l’importo  è stato raddoppiato.

“Il mio grido di allarme delle scorse ore è stato ascoltato – ha commentato Cavallari soddisfatto – ed è stato soprattutto accolto nei rapidissimi tempi richiesti. È il primo importante segnale per scongiurare l’emergenza spesa tra i cittadini che iniziano a dover fronteggiare i gravi disagi dovuti ai mancati guadagni provocati dal blocco delle attività, e alla scarsità di risorse con cui comprare viveri e farmaci. Si tratta di misure che avranno come obiettivo quello di raggiungere immediatamente le persone che hanno grosse difficoltà a fare la spesa per mancanza di liquidità”.

“Contestualmente a questo primo stanziamento di fondi – aggiunge –  la Regione sta poi lavorando per collaborare con le catene di distribuzione per calmierare i prezzi, affinché i buoni spesa abbiano un elevato potere di acquisto sui prodotti alimentari. Questo dimostra che, quando le misure per aiutare le famiglie sono quelle giuste, i soldi si trovano. Il Governo inoltre spenderà altri 400 milioni di euro per i buoni pasto”.

Cavallari conclude: “Dobbiamo avere fiducia, nessuno sarà lasciato solo. Adesso l’importante è che restiamo tutti a casa, uscendo il meno possibile, per fare in modo che la pandemia possa essere bloccata al più presto per tornare tutti insieme alla normalità”.

A Cavallari è arrivato il ringraziamento del leader di Italia Viva Matteo Renzi che ha elogiato il consigliere regionale per l’operato svolto in questo difficile momento, sanitario ed economico, che il Paese sta attraversando. E per l’impegno in favore dei soggetti più deboli.

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