Quel grosso grasso errore di valutazione e di multa: le cantonate sul Coronavirus

Politica

Quel grosso grasso errore di valutazione… medica? Politica? Forse entrambe. “Non solo la curva ci mostra chiaramente una situazione di decrescita e questo è un segnale positivo” come ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa all’Istituto sull’andamento epidemiologico dell’epidemia, ma l’età media dei decessi per Covid-19 si conferma “di circa 80 anni, in maggioranza si tratta di uomini e con più patologie”.

Che significa questo? Per molti significa che occorre ripartire, in sicurezza, sotto monitoraggio continuo, mantenendo distanze e uso delle mascherine. C’è chi suggerisce di blindare case di riposo, ospizi, creare un servizio di assistenza e consegna domiciliare per gli ultra 65enni. Ma occorre rimettere la prima all’Italia. Anche perchè, caso Nord a parte, ci sono Regioni che non hanno che qualche centinaio di contagiati, e continua a crescere il numero di quanti guariscono dal Covid 19.

Se questa è la premessa, questa è la sintesi: le variabili da considerare come le condizioni della popolazione e quelle dei servizi sanitari sono importanti, e qui bisogna focalizzare l’attenzione, migliorare questi aspetti. Se poi è vero che il 90% dei contagi avvengono tra persone che hanno un rapporto diretto, che hanno un’esposizione ravvicinata, in ambienti chiusi, allora mettiamo al sicuro chi è più esposto. Ma tutta l’Italia non può più star ferma.

Quello che è sempre più evidente ora è che non c’è stata chiarezza delle informazioni, non c’è una reale conoscenza del virus ancora, non abbiamo chiaro come vengono calcolati i dati di Paese in Paese. Cose che servono per porre le basi a una strategia che studi delle misure profilattiche alternative alla quarantena. Se ci dobbiamo convivere a lungo, tanto vale ragionare su come affrontarlo e non sul come nasconderci. Ma visto il buio fitto nel quale camminiamo, almeno non si prenda in giro chi pone le basi per un ragionamento più a lungo raggio di quanto fanno in molti.

Detto questo, l’Italia non si mostra schizofrenica solo sui numeri, ma anche sui reati perseguiti e puniti. Se non ci fosse da piangere verrebbe da ridere. 

E qui è il caso di ricordare la storia del runner che non si ferma all’alt di un finanziere intimatogli lungo la battigia e scappa, finendo nei guai. Visto che le attività motorie sono attualmente vietate a causa dell’emergenza coronavirus, appena il militare gli si è avvicinato, lui si è messo a scappare… correndo. Direte, vabbé, le Forze dell’Ordine si saranno accontentate di avergli dato una lezione… no, lo hanno rincorso.

La Gdf e dei vigili urbani in motocicletta lo hanno raggiunto e portato in caserma. E ovviamente il rischio è quello di prendersi anche la denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, perché la reazione non è stata molto pensata. Ora per carità, la legge è uguale per tutti e bla bla bla bla. Tutto giusto. Ma con tutti i problemi che abbiamo in Italia, con le turbative d’asta, i negozi che rialzano i prezzi di beni di prima necessità per sfruttare il momento di crisi, la scomparsa di migliaia di mascherine per furto probabilmente da parte di organizzazioni mafiose… era proprio necessario mettersi a rincorrere il runner? Non sembriamo un tantino fuori registro quando andiamo ad acchiappare il pesce piccolo e lasciamo scappare i pesci grossi come se fossero invisibili? A tratti sembra tutta una grande presa in giro. Lo è?

Domande che gli italiani si stanno facendo: quelli che ora non hanno un guadagno, non hanno le mascherine, hanno già tante tasse da pagare, e stanno a casa bada bene.

Condividi!

Tagged