Lettera al Premier Giuseppe Conte

In Rilievo Società
Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’attrice Caterina Boccardi
Caro Premier,
mi chiamo Caterina sono nata a Roma e vivo a Guidonia. Le scrivo da casa come se fosse un mio amico per l’amore che provo per il nostro paese in un momento così drammatico e ogni sera verso le diciannove mi posiziono davanti la televisione per ascoltarla cercando di capire le sue reali decisioni politiche.
Venerdì 10 aprile sentirle dire che non è sua intenzione firmare alcun accordo con il Mess “strumento inadeguato” mi ha fatto sorridere di solito quando la vedo mi fa arrabbiare perché ci avete messo in ginocchio!
Ma lei davvero comprende le nostre difficoltà? Il coronavirus è un vero mostro che non possiamo vedere, combattere e che non fa sconti a nessuno ma vede Conte noi abbiamo voglia di dimenticare, di riprendere la nostra vita e invece ci sentiamo impotenti di fronte a qualcosa di grande. Sento crescere in me la malinconia ma mi salvano i sogni, Lei sogna? Ecco vorrei che lei avesse una bacchetta magica il miracoloso strumento opportunatamente adoperato come farebbe un direttore di orchestra immaginario che trasforma questo scenario in qualcosa di magico, Roma, che di magico ha ben poco così da riportare ogni cosa al proprio posto.
Ma lei si è mai domandato chi sono realmente le vittime? I più deboli, gli emarginati questo virus è stato un cortocircuito abbiamo perso tanto il lavoro, gli effetti, la dignità, un tempo quello che stiamo vivendo sospeso tra la vita di prima e quello che vivremo! Ci avete detto di stare a casa, ogni giorno un decreto diverso per non contare le autocertificazioni … C’è gente che non ha soldi per fare la spesa ma voi politici questo non potete capirlo visti i vostri stipendi più che decorosi.
Io confido in lei Signor Conte che dal 9 marzo è entrato a far parte dei miei sogni eh si perché abbiamo bisogno di qualcuno che si occupi davvero di noi e allora: acquisteremo la libertà vero Conte? Roma tornerà a sorridere e ci rialzeremo? E Lei non ci abbandonerà mai? questo è il mio sogno ricorrente. L’abbraccio virtualmente.
Caterina Boccardi

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