Coronavirus, parla TARRO: “Sto dando fastidio. I miei dubbi su Eparina”

Politica

Il virologo Giulio Tarro è uno scienziato che non ha mai avuto timore di assumere posizioni controcorrente rispetto a quello che è il pensiero quasi unico della comunità scientifica. Del resto, le credenziali per intendersene le ha sempre avute, essendo stato più volte candidato al Nobel per la medicina, per essere stato proclamato nel 2018 virologo dell’anno dall’Associazione internazionale dei migliori professionisti del mondo (IAOTP).  Inoltre nella sua carriera può annoverare con orgoglio il fatto di aver scoperto, oltre quarant’anni fa, l’origine del famoso “male oscuro di Napoli” il virus respiratorio sincinziale che uccideva tanti bambini. Anche stavolta, sulla vicenda del Covid-19 le sue posizioni sono risultate a molti stonate perché, pur non sottovalutando il pericolo, si è spesso dissociato da quelle quasi apocalittiche di diversi suoi colleghi. Non a caso nelle ultime ore sul web ha ripreso a circolare un articolo di circa un anno fa, apparso su un noto quotidiano online, nel quale Tarro veniva praticamente screditato sia come medico che come docente. All’epoca la sua colpa più grande era stata quella di non aver seguito i suoi colleghi sull’ultimo obbligo vaccinale manifestandosi non certo contrario ai vaccini ma discutendo su alcune modalità, oggi sembra quella di aver messo in discussione alcune opinioni di colleghi, passati di colpo dal rassicurare tutti dicendo che il coronavirus era una semplice influenza, al “si salvi chi può”. Lo abbiamo raggiunto, anche per sapere cosa pensa della possibilità di utilizzare l’Eparina per la cura del coronavirus come proposto da diversi medici negli ultimi giorni.

Professore, nelle ultime ore è rispuntato un articolo di un quotidiano pubblicato circa un anno fa dove in pratica, in dieci punti, viene screditata tutta la sua vita di scienziato. Come mai tanto accanimento? Se lo sa spiegare?

“Ho capito a cosa si riferisce, ma ho già da tempo presentato una querela presso la Procura della Repubblica contro quel giornale e presto inizierà il dibattimento. Perché ce l’hanno tanto con me? Evidentemente intralcio gli interessi di qualcuno, cosa vuole che le dica. Se devo dirla tutta la cosa mi lascia quasi indifferente. Ci penseranno i magistrati a fare giustizia delle menzogne contro di me”.

In quell’articolo lei viene tirato in ballo come un anti-vaccinista anche per essersi pronunciato contro la radiazione di un medico no vax accusato di sostenere posizioni anti scientifiche. Come risponde?

“Che è falso. Posso essere contro i vaccini io che sono stato allievo del grande Albert Sabin che ha inventato quello contro la poliomielite? Detto questo io sono per un uso corretto dei vaccini e se ho difeso qualche medico che sosteneva posizioni contrarie, l’ho fatto perché credo che ognuno sia libero di pensarla come vuole. Io non sono mai stato contro l’obbligo vaccinale, ma ho sempre ritenuto che se in un Paese il vaccino deve essere imposto per legge, allora significa che la scienza ha fallito, non essendo stata in grado di rendere i cittadini coscienti circa la necessità di vaccinarsi. Nella mia carriera ho sempre lavorato per sensibilizzare le persone, e non a caso ho scritto un libro intitolato ‘Dieci cose da sapere sui vaccini’ per incoraggiare le vaccinazioni. E stranamente poco dopo è uscito quell’articolo che ha cercato di screditarmi”.

Insomma, detta brutalmente, lei dà fastidio e va messo all’angolo. Non ha timore di questo?

“Timore di che? Ma sta scherzando? Vede, ogni volta che ho assunto una posizione l’ho fatto per una scelta di buonsenso e sono rimasto coerente. Capisco di essere un eretico in un panorama scientifico popolato da personaggi che un giorno sostengono una cosa e il giorno dopo l’esatto contrario. Sul coronavirus si sono visti dei veri e propri dilettanti allo sbaraglio. A me devono screditarmi con gli articoli, loro si sono già screditati da soli”.

Cosa pensa professore di chi dice che utilizzando l’Eparina, che è un anticoagulante, si può combattere il Covid-19?

“E che è, la scoperta del secolo? Questo è un normalissimo procedimento che si applica in tutti i pronto soccorso. Ogni medico può scegliere di somministrarla a seconda dei casi. Ma di che stiamo parlando?”.

Ma è d’accordo con chi sostiene che il problema alla base del coronavirus sarebbe cardiovascolare e non respiratorio? Per questo motivo l’Eparina risulterebbe efficace in quanto aiuterebbe a scongiurare le tromboembolie venose.

“Non è vero, il coronavirus ha i suoi recettori proprio nelle basse vie respiratorie. Poi è chiaro che chi soffre di patologie cardiovascolari è maggiormente compromesso e più a rischio perché vede aggiungere altre criticità al proprio quadro clinico. Ed è evidente che si debba intervenire anche dal punto di vista cardiocircolatorio. Ma sono due cose molto diverse”.

Vede ancora possibile l’uscita dall’emergenza per l’inizio dell’estate alla luce degli ultimi dati sul numero dei contagi?

“Mi sembra evidente, alla luce del trend positivo che sta confermando la dimunuzione dei contagi e l’aumento dei guariti. C’è una discesa della curva gaussiana, c’è una migliore diagnosi e poi il tutto avviene nel contesto di un maggior numero di soggetti contagiati ma non tamponati. Tenga conto che secondo le ricerche dell’Università di Oxford sarebbero addirittura più del 60% gli infetti che non conosciamo. Se si calcolasse il numero reale dei contagiati ci accorgeremmo che i decessi sono in realtà molto bassi”.

A chi dice che dovremo passare l’estate con la mascherina e con gli ombrelloni praticamente isolati dalle barriere come risponde?

“Quelli sono gli stessi che vorrebbero impedirci di parlare. Io non posso stare dietro a chi un giorno dice una cosa e il giorno dopo un’altra”.

A proposito delle mascherine, l’Organizzazione mondiale della Sanità ha detto che non sono obbligatorie scandalizzando il Comitato tecnico scientifico italiano che invece la pensa diversamente. Chi ha ragione?

“Le mascherine hanno sicuramente la loro utilità come ci insegnano i cinesi che non a caso si sono meravigliati del fatto che in Italia non venissero indossate. Ma anche qui si è detto tutto e il contrario di tutto. Prima le mascherine erano introvabili e allora si è detto che servivano soltanto ai malati e al personale sanitario. Poi quando hanno iniziato a produrle sono improvvisamente diventate necessarie a tutti. Capisce perché non mi sopportano? Come faccio a dare credibilità a soggetti del genere?”

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