Lettera a Lo Speciale: “Coronavirus. Ultimo avvertimento dal Pianeta Terra”

Economia In Rilievo

E’ necessario un cambiamento culturale per ripartire tutti insieme.

In questi mesi abbiamo avuto modo di notare, come una pandemia possa determinare una crisi economica a livello mondiale, generando in ciascuno di noi timori ed incertezze sul futuro.

Purtroppo ci siamo fatti trovare impreparati ed in forte ritardo di fronte all’emergenza sanitaria che abbiamo cercato di minimizzare ed ignorare fino all’ultimo.

La reazione poi è stata disorganizzata e confusa, senza un vero e proprio coordinamento tra Governi che, fino ad oggi, non hanno tenuto in debita considerazione le cause e le conseguenze delle migliaia di epidemie piuttosto recenti che hanno colpito aree circoscritte e contesti socio-sanitari-ambientali ed economici depressi. 

Assume quindi sempre più rilevanza la stretta correlazione tra politiche sociali ed economiche con l’ambiente circostante in cui viviamo. 

L’Unione Europea e le principali organizzazioni internazionali promuovono, attraverso l’emanazione di linee guida, il passaggio dall’economia lineare a quella circolare, caratterizzata dal cosiddetto “ciclo chiuso o rigenerativo”.

Le stesse imprese sono ormai chiamate ed orientate verso uno sviluppo sostenibile, capace di soddisfare le esigenze del mercato mediante una corretta gestione delle limitate risorse naturali, al fine di non pregiudicare il fabbisogno delle generazioni future.

Per superare l’attuale grave crisi, diventa doveroso ed obbligatorio realizzare un radicale e profondo mutamento per costruire una nuova società in grado di generare valore ed occupazione, nel rispetto dell’ambiente, della salute e del lavoro.

In poche parole dovremo modificare la nostra visione, imparando a superare vecchie logiche prettamente utilitaristiche a breve termine e, guardare al futuro con spirito innovativo, per conciliare le esigenze di crescita, con la tutela e la preservazione del pianeta e dell’ambiente marino.

Solo così potremo neutralizzare gli alti costi dei processi produttivi inquinanti e minimizzare le minacce ed i rischi dei mutamenti socio-ambientali che, come appena dimostrato, possono avere un impatto devastante sulla nostra economia.

Per facilitare e realizzare questo cambiamento culturale con il preciso scopo di rilanciare anche l’economia, sarà necessaria:

  1. un’Europa più equa e solidale attraverso l’elaborazione di un progetto di ripresa globale;
  2. incentivi per la ricerca medico-scientifica e misure straordinarie per le infrastrutture ospedaliere, per il personale medico e paramedico e per le apparecchiature sanitarie;
  3. un piano di investimenti a medio-lungo-termine per lo sviluppo sostenibile, per l’efficientamento energetico, per la sicurezza, per le energie rinnovabili e per la mobilità green di cui le città hanno ed avranno a breve bisogno, per far fronte al sensibile incremento del processo di urbanizzazione;
  4. l’adozione di politiche fiscali incentivanti per la realizzazione di Smart City e/o Smart Building, per ridurre, anche ed in maniera drastica, la produzione e l’assorbimento di energia da fonti tradizionali; 
  5. ed infine stimoli al credito o fondi per la riconversione dei modelli produttivi e/o l’introduzione di processi di digitalizzazione.

Tutti questi interventi, sicuramente onerosi, ci consentiranno di diminuire l’emissione di gas serra e contestualmente rappresenteranno, in ogni caso, uno stimolo ed un volano per l’economia, un beneficio per le casse pubbliche e genereranno, finalmente, lavoro altamente qualificato anche per i più giovani.

Dovremo ovviamente modificare e rilanciare anche il rapporto tra Istituzioni, imprese, cittadini e consumatori, innescando sinergie e rapporti di fiducia, dove ciascuno sarà chiamato ad un nuovo stile di vita, a fare la sua parte, tenendo condotte e comportamenti più responsabili.

E’ evidente quindi come il cambiamento culturale e gli investimenti a sostegno dell’ambiente potranno consentirci di superare l’attuale emergenza, riconoscendo vantaggi competitivi all’intera collettività.

Diversamente ed in una prospettiva prettamente miope, potremo cedere alla tentazione di ripartire, da dove ci siamo fermati, ricommettendo gli stessi errori del passato.

Ignorare la gravità della situazione significherebbe solo rimandare la risoluzione dei problemi divenuti ormai improrogabili, con costi sempre più elevati per ciascuno di noi.

Paolo Rampello

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