Omofobia, Cei e associazioni cattoliche sul “piede di guerra” contro il Ddl

Politica

Lo scontro tra governo e Chiesa si è aperto improvvisamente. I vescovi, oggi, sono intervenuti contro i testi di legge presentati alla Camera sull’Omotransfobia: “Esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio” è il senso della nota Cei. Poi un richiamo a Francesco che già aveva detto: “Nulla si guadagna con la violenza e tanto si perde”.

E le associazioni cattoliche subito si sono dette d’accordo. “Accogliamo con entusiasmo la posizione dei Vescovi italiani: non serve una nuova legge. Ha ragione la Chiesa quando guarda con preoccupazione alle proposte legislative attualmente in corso di esame presso la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati contro i reati di omotransfobia. Sono interventi normativi che rischierebbero di aprire a derive liberticide e di introdurre reati di opinione. Uno Stato di diritto non può accettare tali pericolose conseguenze, l’Italia deve rimanere libera e la verità va sempre sostenuta con la forza della ragione come noi continueremo a fare, contro il rischio di nuove ideologie totalitarie”: hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus.

“Scongiurare e contrastare ogni offesa alla persona – ha proseguito Pro Vita e Famiglia – non può significare certo limitare la libertà di ognuno di pensare ed esprimere le proprie opinioni. Le scelte educative devono rimanere svincolate da visioni ideologiche che impedirebbero poi il diritto alla critica. Le persone omosessuali e transessuali sono già giustamente tutelate dalla legge contro atti violenti, ingiuriosi o discriminatori, come tutte le altre persone, a prescindere dalle proprie tendenze sessuali”.

Insomma “un esame obiettivo delle disposizioni a tutela della persona, contenute nell’ordinamento giuridico del nostro Paese, fa concludere che esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio”, non è solo l’opinione dei Vescovi ma di chi non accetta che venga indicato un vuoto normativo dove vuoto normativo non c’è.

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