Scuola

Scuole e rischi contagi. Ecco le indicazioni dell’ISS per la gestione di casi e focolai di Sars-Cov-2. Le competenze di medici e dirigenti scolastici

In Rilievo Società

Preparazione alla riapertura delle scuole in relazione alla risposta ad eventuali casi/focolai di Covid-19; Risposta a eventuali casi e focolai da Covid-19; Formazione, informazione e comunicazione per operatori sanitari e operatori scolastici; Monitoraggio e studi; Tempistiche di alcuni prodotti per la formazione e per la sorveglianza; Criticità. Sono i sei punti del supporto operativo ai decisori e agli operatori nel settore scolastico e nei Dipartimenti di Prevenzione. Regole messe a punto dall’Istituto Superiore di Sanità (assieme a Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, Inail, Fondazione Bruno Kessler, Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna) che ha elaborato e pubblicato il 58° Rapporto Covid con le “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”.

La condizione è che nei servizi educativi per l’infanzia la didattica possa svolgersi a gruppi stabili, rimettendo ai singoli istituti la valutazione sulla loro dimensione. La raccomandazione è sulla didattica a distanza, per classi e per plesso nel caso, in cui si dovessero verificare cluster che ne impongano la riattivazione.

Il testo ha lo scopo di fornire un supporto operativo per la gestione dei casi di bambini con segni/sintomi Covid-19 correlati e per la preparazione, il monitoraggio e la risposta a potenziali focolai collegati all’ambito scolastico e dei servizi educativi dell’infanzia.

La versione ora in vigore è quella approvata dalla Conferenza Unificata del 28 agosto in cui è stata inserita una condizione e una raccomandazione delle Regioni. Nella relazione introduttiva si dà atto che nonostante si conoscano con una certa precisione tutti i tempi chiave che regolano la trasmissione di SARS-CoV-2 in Italia (periodo di incubazione, intervallo seriale, tempo da sintomi a ospedalizzazione, tempo da ospedalizzazione ad ammissione in terapia intensiva, periodo di degenza in terapia intensiva, carica virale ecc.) non è possibile al momento una solida valutazione dell’efficacia delle diverse strategie di intervento attraverso i modelli esistenti. Nello specifico non sono noti due aspetti ritenuti “cruciali” a trasmissibilità di SARS-CoV-2 nelle scuole; quanto i bambini, prevalentemente asintomatici, trasmettano SARS-CoV-2 rispetto agli adulti, anche se la carica virale di sintomatici e asintomatici e quindi il potenziale di trasmissione non è statisticamente differente.

In merito, invece, alla tutela degli alunni con fragilità, si afferma che questa debba avvenire in collaborazione con le strutture socio-sanitarie, la medicina di famiglia, le famiglie e le associazioni che li rappresentano. Si riporta poi che la possibilità di una sorveglianza attiva di questi alunni dovrebbe essere concertata tra il referente scolastico per Covid-19 e DdP, in accordo/con i Pediatri libera scelta e Medici di medicina generale. Da ciò emerge la necessità di un accordo primario con i Pls nel rispetto della privacy ma con lo scopo di garantire una maggiore prevenzione attraverso la precoce identificazione.

I referenti  sanitari (assistenti sanitari, infermieri o medici) dovranno essere  adeguatamente formati sulla trasmissione, la prevenzione e il controllo della Covid-19, sull’organizzazione scolastica, sulle indagini epidemiologiche, sul contact tracing e sulle misure di quarantena o isolamento.

Il documento suggerisce che ciascun Dipartimento di Prevenzione individui non meno di due referenti   per garantire una presenza continuativa  e che vengano organizzati incontri virtuali con le scuole per presentare le modalità di organizzazione e collaborazione, prestando attenzione particolare ai canali comunicativi adottati per garantire una pronta risposta in caso di necessità.

Allo stesso tempo, l’ISS indica la necessità di individuare in ogni scuola (preferibilmente ogni singola struttura) un referente scolastico per Covid-19, che svolga un ruolo di raccordo con il Dipartimento di Prevenzione e con gli altri referenti delle scuole sul territorio. Tali referenti dovranno essere formati sulla gestione e il controllo della trasmissione del virus e in continua comunicazione con medici curanti e i referenti del Dipartimento di Prevenzione.

Nel documento vengono poi individuati una serie di scenari di sospetto contagio, per i quali sono illustrati i protocolli da seguire da parte di tutti i soggetti coinvolti. In caso di contagio confermato, il Dipartimento di Prevenzione dell’Asl competente dovrà occuparsi dell’indagine epidemiologica volta ad espletare le attività di contact tracing. L’Iss prevede campagne di formazione e comunicazione specifiche per operatori scolastici e sanitari.

Infine, fra le criticità rilevate, l’ISS identifica il meccanismo di attestazione da parte di PLS e MMG per il rientro di studenti o personale dopo il sospetto o la conferma di contagio, che dovrebbe essere regolamentato e condiviso con gli attori coinvolti.

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