Giochi e lotterie

Giochi e lotterie batosta per lo Stato: persi 2 miliardi e 700 milioni. L’Associazione dei gestori: no a pregiudizi, noi difendiamo l’erario

Economia In Rilievo

Il Banco perde e per lo Stato anche giochi e lotterie sono un disastro da post Covid. Un guaio che ha un costo: 2 miliardi e 700 milioni in meno di entrate e solo nei primi 5 mesi del 2020. Un crollo in percentuale del 41.4% di entrate dai giochi. È l’effetto più visibile sullo Stato che detiene la cassa dei giochi legali.

Il dato emerge dalla lettura del dossier del Servizio bilancio di Camera e Senato relativo al Rendiconto 2019 -Assestamento 2020, e conferma, ancora una volta, le pesanti conseguenze del fermo delle attività di gioco per il contenimento del Covid-19 non solo sugli operatori del settore, ma anche per le casse dello Stato.

Il dossier della Camera dei rimarca il peggioramento complessivo del dato assestato del saldo netto, a cui, appunto, concorre la riduzione dei proventi dei giochi.

“Nello specifico, le entrate extra-tributarie”, si calcola nel documento, “registrano una diminuzione in competenza di 11,8 miliardi principalmente per effetto della riduzione dei proventi derivanti dall’attività derivanti dall’attività di contrasto agli illeciti di natura sia tributaria che non tributaria (1,9 miliardi), nonché di quelli derivanti dai giochi, ed in particolare, di quelle relativi a lotterie istantanee, per -2,9 miliardi e al gioco del bingo per -603 milioni”, si legge ancora nel rapporto.

In merito alle principali imposte del comparto tributario, se si osservano i dati del 2019 si registrano maggiori entrate per circa 800 milioni relativi alle imposte sui giochi (+12,8 percento) e lotterie. Con il successivo crollo del 2020. Nel ginepraio di conti lo Stato fino al 2019 ha avuto la meglio, ma nelle insieme delle tante sfaccettature del gioco emergono particolari significativi su mancati incassi da parte dello Stato. Così, per rimanere nel settore dei giochi legali, le entrate del gioco del lotto, ad esempio, vengono ridotte di 1,4 miliardi, le imposte gravanti sui giochi di 1,3 miliardi e quelle sulle lotterie e altri giochi di 39 milioni.

Sui conti e sui mancati incassi si registra anche l’intervento dell’Associazione nazionale gestiti giochi di Stato, Sapar con una nota dal titolo: “No pregiudizi, sostenere il gioco legale”, a commento della pubblicazione dei dati di bilancio della Camera. “Il confinamento forzato e la sospensione delle attività produttive conseguenti alla crisi sanitaria da Covid-19 hanno impattato fortemente sui settori produttivi del Paese, incluso il comparto del gioco pubblico che anche a cause delle posticipate riaperture regionali, è stato particolarmente danneggiato.

“I dati emersi dal Dossier Servizio Bilancio evidenziano la necessità di un maggior sostegno all’economia che si traduca in un piano di intervento che garantisca le misure necessarie”, sottolinea l’Associazione, “Un programma per la ripresa, dopo la paralisi provocata dalla pandemia, che non escluda in via discriminatoria il comparto del gioco legale affinché possa recuperare la piena operatività senza compromettere la propria capacità occupazionale”. Per raggiungere il rilancio del settore Giochi e Lotterie, l’Associazione nazionale gestiti giochi di Stato, chiede che si mettano da parte i “pregiudizi” politici e si faccia strada la cultura degli introiti erariali. “Obiettivo raggiungibile attraverso un’azione politica, lontana da pregiudizi”, sottolinea la Sapar, “e da interessi strettamente erariali, che sostenga il terzo settore produttivo italiano in questo momento di maggiore vulnerabilità”.

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