Un film-propaganda all’utero in affitto prodotto da Rai? È polemica

Politica

La clip si apre con il discorso di Nichi Vendola sull’essere padre oggi di un figlio nato con la pratica dell’utero in affitto. Ma la questione non è banale.

E accende gli animi.

Si tratta “di un film-propaganda all’utero in affitto prodotto da Rai Cinema con i soldi di tutti noi contribuenti. Le prime a indignarsi sono state le femministe, basta dire questo per comprendere la gravità della scelta vergognosa di “mamma degenerata Rai” per Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus.

La pellicola è ‘Tuttinsieme’ di Marco Simon Puccioni.

“In barba al fatto che in Italia l’utero in affitto è un reato punito anche con il carcere come cita l’articolo 12 della legge 40 e che recenti sentenze della Corte Costituzionale e della Cassazione a Sezioni Unite lo hanno fermamente ribadito e confermato, Pucioni vuole raccontare l’esperienza genitoriale sua e del suo compagno senza considerare minimamente la sofferenza delle donne schiave che prestano i loro uteri e che vivono in povertà nei Paesi del terzo mondo, non dice che si toglie la possibilità a questi bambini-merce di avere una mamma, non denuncia lo squallido business di ovuli e ventri che c’è dietro” hanno continuato Brandi e Coghe.

“Gentile Puccioni, perchè nel film non fa vedere i figli dell’utero in affitto “parcheggiati” in un hotel in Ucraina durante l’emergenza Covid? E’ normale accettare che esistano ‘consegne umane’ sospese? Se vuole raccontare gli orrori della gestazione per altri, come vi piace chiamarla perchè non parte da qui?” hanno concluso Brandi e Coghe.

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