Sanità Rapporto Eurostat. Italiani longevi, ma insoddisfatti dei servizi sanitari. La salute legata alla qualità dell’ambiente

In Rilievo Salute

In quanto a longevità gli italiani non possono lamentarsi, se c’è un punto dolente è invece la soddisfazione dei servizi sanitari, dove problemi e critiche non mancano. A spiegare con cifre, commenti e dati è l’inchiesta annuale di Eurostat che ha pubblicato l’edizione 2020 dei dati regionali in cui è presente un capitolo sulla salute. Iniziamo con la longevità: nei paesi Ue è tra le più alte del mondo e l’Italia è tra i paesi dove questa è più alta, primato condiviso con la Spagna. Poi c’è una buona notizia per i maschietti, (in controtendenza con l’Europa) in Italia l’aspettativa di vita degli uomini è ai primi posti e sempre sopra la media Ue con otto regioni in una classifica di dieci, mentre quella delle donne è sempre elevata, ma non c’è nessuna regione italiana tra le prime dieci in classifica.

Nel rapporto si identifica, saggiamente, la qualità dell’ambiente con la salute individuale, il benessere degli europei è legato a quella del pianeta: qualità dell’aria, dell’acqua potabile, del cibo.

E per la salute gli europei si aspettano servizi sanitari efficienti, ad esempio se si contrae una malattia o si è coinvolti in una incidente oltre che, in generale, una salute pubblica tempestiva e una informazione  affidabile.

“In generale”, si fa presente nel documento, “l’aspettativa di vita in tutta l’UE continua ad aumentare, ma questo porterà a un livello più elevato di domanda per servizi sanitari legata soprattutto all’invecchiamento della popolazione, alla riduzione del numero di persone in età lavorativa che potrebbe generare carenze nel personale di alcune professioni legate alla salute, soprattutto in regioni geografiche specifiche”. Che la vita aumenti non è un caso, se si hanno a proprio favore una serie di fattori, inclusi progressi significativi in cure mediche e cure, cambiamenti negli stili di vita e condizioni ambientali, cambiamenti nelle condizioni di  lavoro. Nello studio si si calcola che la speranza di vita alla nascita nell’UE è di 81 anni, (83.7 per le gonne 78.2 per gli uomini) ma per arrivarci in salute servono alcuni elementi essenziali: la vicinanza ai servizi sanitari, maggiori nelle città, minori nelle aree rurali; un tenore di vita più elevato in alcune regioni, ma inferiore in quelle caratterizzate da povertà e deprivazione sociale; stili di vita e differenze culturali.

Ad esempio, il tipo di lavoro che predomina in una regione, la dieta tipica di una regione o l’incidenza del fumo e il consumo di alcol. Inoltre, almeno per paradosso culturale, le persone che tendono ad avere una salute migliore vivono nelle aree urbane, mentre le persone anziane (che tendono ad avere una salute peggiore) hanno maggiori probabilità di vivere nelle zone rurali. Inoltre chi vive nelle zone rurali ha meno servizi sanitari a portata di mano.

Inoltre a giocare a sfavore delle aree rurali c’è uno squilibrio nell’accesso ai servizi sanitari come io costo, per il quale si considerano le visite mediche troppo care; la distanza, se i pazienti considerano troppo lontano viaggiare verso una clinica o un ospedale per una visita o non ci sono mezzi di trasporto disponibili; il tempo, in cui i pazienti sono dissuasi dall’avere un particolare tipo di esame a causa di un lungo lista d’attesa. Il capito “insoddisfatti” dei servizi sanitari a pone l’Italia all’8° posto e comunque è tra i maggiori partner europei quello con il livello più elevato di bisogni insoddisfatti di visite mediche.

In merito le cause di morte (86 cause diverse) nel 2016, più di un quarto di tutti i decessi nell’Unione è stata attribuita al cancro con 4,5 milioni di decessi. Il tasso di mortalità standardizzato per tutte le cause di morte era 1000 per 100mila abitanti. Le tre principali cause di morte sono: malattie del sistema circolatorio, neoplasie maligne e malattie del sistema respiratorio. Malattie del sistema circolatorio includono cardiopatie ischemiche e cerebrovascolari malattie, e queste rappresentavano più di un terzo (37,1%) di tutti i decessi.

Il cancro ha riguardato poco più di un quarto (25,7%) del numero totale di deceduti. La quota di decessi risultanti dalle malattie dell’apparato respiratorio era molto inferiore, al 7,5%, mentre altre cause di morte rappresentavano per il restante 29,7 per cento.

La quota più alta di morti per cancro è stata registrata al Nord-Ovest (30,7%) d’Italia, seguita da vicino dalla Slovenia (30,6%). Accanto ai tumori di genere specifico – il cancro alla prostata per gli uomini e il cancro al seno che è quasi esclusivo delle donne – il cancro ai polmoni e il cancro del colon-retto sono due delle principali cause di morte che colpiscono le persone nell’Unione. Il tasso di mortalità da cancro ai polmoni era di 53 per 100 mila abitanti, mentre il il tasso di cancro del colon-retto è stato di 31 morti ogni 100 mila abitanti.

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