Recovery Fund

Recovery Fund. L’ira dei Governatori: esclusi dalle decisioni. Bonaccini: il Governo ci ascolti, sul Mes più fondi alla sanità. Zaia: le regioni non sono coinvolte

Economia In Rilievo

Sui fondi europei del Recovery Fund si ha notizia in queste ore delle tensioni tra maggioranza e opposizione e delle liti irrisolte tra alleati di Governo. Tuttavia un’altra partita che il premier Conte e il suo esecutivo dovranno affrontare è quella dei Governatori regionali che chiedono a gran voce di essere coinvolti nella ripartizione dei fondi. “Ad oggi”, polemizza il presidente Veneto Zaia, “le Regioni non sono state minimamente coinvolte e penso invece che lo strumento delle Regioni sia il migliore”.

“Sono preoccupato per il Recovery plan”, prosegue Luca Zaia, “in cui le Regioni non sono coinvolte. Non è questione di interessi di bottega, ma di creare posti di lavoro. Penso che lo strumento delle Regioni sia il migliore”. “Io rappresento il Piemonte”, rilancia il presidente Alberto Cirio “e devo fare gli interessi della mia Regione. Quello che mi preme è che le Regioni possano avere uno spazio nella definizione dei contenuti del piano perché non può essere un piano scritto soltanto a Roma e con la sensibilità dei ministeri romani, ma deve esser un piano condiviso a livello territoriale con i sindaci, con le province e, in particolare, con le Regioni”. “La politica individui la forma più corretta”, sollecita ancora Cirio, “credo che la forma per noi sia quella che mette al tavolo delle priorità anche le Regioni”.

Dalla gestione del Recovery Fund a quella del Mes il cui iter deve essere confermato in sede europea, c’è la presa di posizione del presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. “Se il Governo non chiede le risorse del Mes per me sbaglia”, sostiene Bonaccini che è anche presidente della Conferenza delle Regioni, “sono 36 miliardi di euro che potevamo avere già mesi fa per quella che è una pandemia globale. Mi è stato detto che i 36 miliardi del Mes verranno inseriti nel Recovery: ma se le indiscrezioni sono vere, e sono solo nove miliardi di euro per la sanità io allora non capisco: se sono solo nove miliardi è un quarto dei 36 miliardi del Mes”. È ancora Bonaccini rileva, “non mi permetto di suggerire al Governo cosa debba fare. Decidano ciò che voglio: mi interessa che siano risorse che capiamo dove vanno indirizzate: alcune linee di indirizzo mi paiono giuste, come sostenibilità, digitalizzazione. E si faccia in fretta. Perché la velocità mai come questa volta sarà abbinata alle buone scelte. Buone scelte fatte in ritardo diventerebbero cattive scelte. E noi come Regioni”, conclude il presidente della Conferenza delle Regioni, “vogliamo essere protagoniste: abbiamo chiesto a Conte, e sono convinto ci verrà dato, un incontro per andare a discutere come può essere messa a terra”.

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