Davvero è urgente garantire piena tutela ai nati da utero in affitto?

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La Corte costituzionale, riunita ieri in camera di Consiglio, ha esaminato la questione del riconoscimento dello status di figli per i nati mediante tecnica di procreazione medicalmente assistita eterologa, praticata all’estero da due donne. Il Tribunale di Padova, nel sollevare la questione di costituzionalità, ha riscontrato un vuoto di tutela in presenza di una situazione conflittuale della coppia, che rendeva, tra l’altro, impraticabile il ricorso all’“adozione non legittimante”.

In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio stampa della Corte fa sapere che la questione è stata dichiarata inammissibile.
In assenza di una disciplina applicabile al caso concreto, la Corte ha ritenuto, allo stato, di non intervenire ed ha rivolto un forte monito al legislatore affinché individui urgentemente le forme più idonee di tutela dei minori, anche alla luce delle fonti internazionali ed europee.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate nelle prossime settimane.

Ma come l’hanno presa le associazioni pro life? Per Toni Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia onlus, che ha ricordato i due casi analizzati, uno sull’eventualità di un riconoscimento dello status di figli per i nati mediante tecnica di procreazione medicalmente assistita eterologa praticata all’estero e l’altro su un provvedimento giudiziario straniero che attribuisce lo stato di genitori a due uomini italiani uniti civilmente e che hanno fatto ricorso alla tecnica della maternità surrogata, la questione è questa: “Si parla di un “vuoto” di tutele per i bambini che vivono con coppie di lesbiche o di gay e i pronunciamenti sembrano spingere per la regolamentazione delle adozioni. Tuttavia in entrambi i casi la Corte dichiarando inammissibile il ricorso, non ha dichiarato incostituzionale una norma che impedisca per esempio l’adozione gay o il riconoscimento dell’utero in affitto. E noi lavoreremo per una proposta che vieti questo genere di decisioni”.

Si profila una legge sulla genitorialità delle coppie dello stesso sesso? Si rintraccia un altro ultimatum della Corte al Parlamento dopo quello per una legge sul fine vita?

Pro Vita avverte: “Abbiamo già visto come va a finire. Andrà letta la pronuncia della Consulta, ma il Parlamento non scrive sotto dettatura” ha aggiunto il vice presidente della onlus, Jacopo Coghe.

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