GOVERNO. BALDASSARRE (LEGA): “LA FAMIGLIA E’ LA BUONA BATTAGLIA PER LA RIPARTENZA DELL’ITALIA

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Anche Simona Baldassarre, in linea con la scelta della Lega, si propone come “donna di lotta e di governo”. Lei, autentica sorpresa delle ultime elezioni europee, con 36mila preferenze personali, da mesi si sta distinguendo nel panorama politico, grazie ad una assidua mobilitazione personale. Sempre sul pezzo, come dicono gli addetti ai lavori. Con lo sguardo al suo compito istituzionale, quello di parlamentare europeo, membro della commissione sanità, il cuore all’Italia, consapevole del momento drammatico che il paese sta vivendo con l’emergenza pandeimica e le radici ben piantate sul “suo” territorio. E’ a Roma, infatti, che si giocherà anche una parte del futuro, quel dopo-Raggi importante per il ritorno alla vita di tante famiglie. Che lei difende “come politico, come medico e come madre”.

Onorevole, ci spieghi il suo essere donna di lotta e di governo

“Siamo vivendo un periodo storico estremamente delicato. Ritengo che la scelta giusta di Salvini sia stata all’insegna di un patriottismo consapevole, costituzionale, che ha messo al centro il bene comune, gli interessi del Paese. Ci siamo assunti la responsabilità di essere protagonisti della ricostruzione, avviando una fase di collaborazione trasversale con le altre forze politiche, sotto la regia competente di Draghi. Meglio governare che stare alla finestra. Un dovere rispetto alle nostre famiglie, ai nostri figli. C’è un tempo per la dialettica politica, per lo scontro, e un tempo per le risposte, per la ripartenza del paese che ci deve unire. Perché, al di là delle appartenenze, siamo tutti italiani. Questa è la Lega di governo: cercheremo di sollecitare il premier sui nostri temi. Del resto, abbiamo tre ministeri chiave, come lo Sviluppo Economico, il Turismo e la disabilità, come dire l’economia e la solidarietà, e come afferma Salvini, è necessario cambiare passo rispetto al passato, al governo Conte. La Lega di lotta è la barra dritta sui valori, come la centralità della vita, la famiglia naturale, la lotta contro la droga, la denatalità, la sicurezza delle famiglie. Punti qualificanti del mio partito e miei personali”.

Lei, come il suo partito, ha criticato l’operato del commissario Arcuri. Ora è stato sostituito.

“Noi ci siamo limitati a osservare i fatti. Gravavano sulla sua gestione parecchie ombre, dal caos mascherine agli appalti, alle primule. E siccome credo nella responsabilità e nella meritocrazia, penso che ognuno debba rispondere del proprio operato”.

Intanto il ministro Giorgetti sta organizzando importanti incontri con Farmindustria per spingere sui vaccini italiani…

“Un’ottima cosa. La nostra speranza è partecipare direttamente alla produzione dei vaccini anti-Covid, per aumentare le dosi a disposizione ancora troppo carenti. Certo, sono consapevole che trasformare gli impianti per realizzare sieri già approvati, richiederà almeno sei-nove mesi e investimenti cospicui, ma sono fiduciosa”.

Passiamo a Roma. Il “cambio di passo” vuol dire mandare a casa la Raggi?

“Qui, più che cambio di passo parlerei di esigenza fondamentale, di condizione necessaria per il bene dei romani. Roma è il simbolo del fallimento del nuovismo grillino. La nostra città, capitale d’Italia, capitale mondiale della cristianità, è purtroppo soltanto la capitale del degrado. Dai servizi all’urbanistica, dal verde pubblico, al commercio, dal traffico all’inquinamento: bilancio negativo. E ovviamente la pandemia ha fatto il resto. Basta leggere gli ultimi dati della Confederazione nazionale dell’artigianato relativi al secondo semestre 2020, per rendersene conto: 7 imprese su 10 sono piene di debiti; hanno dovuto aprire mutui o chiedere prestiti. L’80% delle imprese intervistate ha dichiarato di aver perso fatturato, ha registrato ordini in calo, riduzione del personale. Ci vuole una scossa vera”.

Lei è stata nominata responsabile del Dipartimento Famiglia della Lega del Lazio, come intende muoversi?

“La difesa della famiglia è la mia stella polare. Da sempre sono vicina a tutte le battaglie pro-life. A Bruxelles da quando mi sono insediata, conduco una battaglia quotidiana contro le impostazioni laiciste e arcobaleno che mirano a mutare il paradigma della società. L’ultimo mio atto è stato un emendamento per condannare la pratica della maternità surrogata come reato universale. L’utero in affitto è un crimine contro la dignità della donna, che mercifica il suo corpo e vende i bambini come fossero pacchi postali. E ho registrato un consenso ben oltre il mio schieramento. Per quanto riguarda il Dipartimento, è organizzato come think tank militante: 10 tavoli tematici, dalla natalità alle fragilità, dalla sussidiarietà al lavoro, dagli aspetti economici alle scuole (per la libertà di educazione e contro l’indottrinamento gender), che segneranno il perimetro della sua attività. Tavoli presieduti da personalità vicine al mondo della cultura, dell’università, dell’associazionismo, che si impegneranno in una sistematica e approfondita azione di denuncia, controinformazione, analisi ed elaborazione di proposte da indirizzare alla classe dirigente. Al centro e come mission del Dipartimento, tutte le problematiche, sociali, economiche, sanitarie, valoriali che ruotano intorno alla famiglia. Con particolare attenzione alla realtà territoriale del Lazio. Questo percorso, parafrasando San Paolo, l’ho chiamato “La buona battaglia”. Tutte le categorie massacrate dalla crisi pandemica, gli artigiani, i ristoratori, i commercianti, gli albergatori, le piccole e medie imprese, i titolari di palestre, i centri culturali, sono famiglie. Oggi più che mai, bisogna investire sulla famiglia, con politiche lungimiranti e sostegni veri. Difendere la famiglia è la premessa per la nostra ripartenza economica. E’ la buona battaglia per il nostro futuro”.

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