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Un’essenza in un vaso  

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Esistono dei luoghi, che oltre al valore storico ed artistico della loro struttura architettonica sono incredibilmente significativi per una eccezionale sedimentazione storica. E anche i personaggi che li hanno abitati e trasformati nel corso del tempo sono stati unici per la loro fama ed originalità.

Per esempio, il Palazzetto Zuccari in via Gregoriana 28 un ‘unicum’ in una città come Roma, che pur di cose eccezionali ne è ben fornita.  Visitarlo oggi è un bellissimo percorso fra i secoli e i suoi svariati  abitanti, tutti personaggi sempre di  gran livello che ci fanno leggere e intravedere la storia del palazzo e delle sue trasformazioni.

Federico  Zuccari, pittore di Urbino scelse questo luogo per costruire la sua residenza che lui chiamava il mio ‘tugurio’. Per dimostrare estro e originalità lo disegnò divertendosi ad impressionare i suoi contemporanei  incorniciando finestre e portone d’ingresso con mascheroni mostruosi, ma si dice che per completare il suo bizzarro lavoro si ridusse quasi sul lastrico.

Recentemente nei lavori di trasformazione dell’edificio si sono rinvenuti resti archeologici importanti, che si pensa facciano parte della famosa villa di Lucullo che ricopriva l’intera area del colle pinciano. Fu anche dimora di una regina Maria Casimira di Polonia, che vi allestì anche un piccolo teatro in cui si esibì Domenico Scarlatti.

Fu casa romana dei Fratelli Delle Scuole Cristiane e nel periodo glorioso del ‘ Gran Tour’ fu locanda di prestigio e cenacolo  di artisti con molti ospiti illustri, nomi famosi di studiosi e letterati di tutta Europa, tra cui Jean Luis David, Joshua Reynolds, Wincklemann e molti pittori del gruppo dei Nazareni, che daranno il nome ad una strada poco lontana.

Questo quasi a presagire il grande amore degli abitanti del nord Europa per questo luogo, che finirà come biblioteca Hertziana, con il lascito di Enrichetta Heartz, uno degli archivi più ricchi e completi di documentazione sulla storia dell’arte italiana insieme al contiguo Istituto Max-Planck, un vero e proprio matrimonio culturale tra il mondo mitteleuropeo e Roma capitale della civiltà latina e mediterranea,  millenario fulcro di arte, cultura e civiltà.

E se non bastasse anche la letteratura ha contribuito a fare di questo luogo una magnifica scenografia di manierismo prima e di decadentismo poi, infatti Gabriele D’Annunzio lo scelse come casa del protagonista del suo romanzo Il Piacere e che gli fa dire: “nel Palazzetto Zuccari è raccolta come un’essenza in un vaso, tutta la sovrana dolcezza  di Roma”.

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