Florentino Perez “Superlega o il Calcio muore”

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"Bisogna trovare una soluzione per salvare i club e Ceferin non può insultare Agnelli in quel modo", le parole del presidente del Real MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – "Quello che non si può fare è insultare, così come ha fatto il presidente della Uefa nei confronti di Andrea Agnelli, è inaccettabile". Così il presidente della Uefa e della neonata Superlega, Florentino Perez, in una lunga chiacchierata di oltre un'ora e mezza, dalla mezzanotte all'1.40, al programma Chiringuito de Jugones. Il numero 1 del club del Bernabeu difende il suo vice, Andrea Agnelli, dalle parole di Ceferin. "La Uefa deve cambiare, non ci si può rivolgere a un nostro collega, a un presidente di un grande club in quel modo come ha fatto Ceferin – ha dichiarato Perez -, è impresentabile un discorso di quel genere, non esiste in Europa e non deve esistere per il bene del calcio e della società in generale". Secondo Perez bisogna capire una cosa: "Con gli ingressi della Champions muoriamo, muoiono i grandi club, quelli medi e i piccoli, nel 2024 se andiamo avanti così siamo tutti morti". Secondo Ceferin molte delle critiche che vengono mosse al progetto Superlega non hanno motivo di esistere. "Ci saranno soldi da distribuire a tutti, negli ultimi anni si sono persi 5.000 milioni secondo le stime dell'Eca". "Solo il Real – ha proseguito Perez – ha perso 400 milioni in due anni, bisogna salvare il calcio perchè siamo tutti rovinati, i migliori club europei, inglesi, italiani, spagnoli, devono trovare una soluzione per risolvere una situazione complicata". Secondo Perez non si capisce che il calcio è cambiato e anche l'interesse delle nuove generazioni è fonte di preoccupazione: "Ritengono le partite troppo lunghe, ma quando le sfide sono attraenti l'interesse aumenta, bisogno capire che il mondo cambia. Per sopravvivere bisogna generare nuovi introiti e, per esempio, l'attuale Champions diventa interessante solo a marzo, ci sono tante partite che non sono attrattive. Ci sono 4 miliardi di potenziali tifosi che vogliono veder giocare i grandi club e se così si generano soldi, gli incassi poi possono essere distribuiti anche con le altre società. Pensano che vogliamo solo un calcio per i ricchi e che moriranno i campionati nazionali, non è così. Il premier inglese Boris Johnson dice che vuole proteggere la Premier League, ma noi non vogliamo far terminare un'istituzione del calcio come lo sono gli altri campionati nazionali, però se noi non guadagniamo moriremo tutti come movimento". Florentino Perez spiega che il modello che ha ispirato la Superlega è "quello del basket, come la Eurolega che noi faccciamo come Real Madrid. Ci muoviamo per i nostri club ma anche per il calcio, vogliamo salvarlo. La nostra non sarà una Lega chiusa, ci sono 5 posti che verranno assegnati quando avremo stabilito i criteri di qualificazione. La nostra è una piramide: generiamo entrate e le redistribuiamo più in basso. La meritocrazia non può esserci per 50 squadre, però ci sono club come Roma, Napoli e molti altri che hanno diritto di partecipare e studieremo la formula perché possano qualificarsi". Ci sono altri grandi club, come Psg e Bayern, che hanno detto no. "Al momento è così, vedremo chi potrà unirsi in futuro, stiamo trattando. I club tedeschi pensano che vogliamo farla finita con i campionati nazionale, ma non è così". Perez non teme che le 15 società che hanno aderito alla Superlega possano essere escluse dalle competizioni nazionali o europee. "Non ci sono le basi legali per farlo". Secondo Florentino Perez è solo una questione di tempo, spiega che i club sono pronti a trattare con la Uefa, ma ribadice che bisogna cambiare il sistema delle cose "altrimenti il calcio muore". (ITALPRESS). ari/red 20-Apr-21 08:47

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