Vezzali ‘Oggi input sbagliati: conta il denaro e non il merito’

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"Quello della cultura sportiva in Italia resta un problema irrisolto" ROMA (ITALPRESS) – "Io sognavo di vincere ai Giochi. Ce l'ho fatta e sono arrivati i guadagni. Ma i genitori mi avevano indirizzato alla scherma non per i successi ma perché crescessi in un ambiente sano. Oggi gli input sono sbagliati: conta il denaro, non il merito. Ma il denaro deve essere una conseguenza del valore". Sono le parole di Valentina Vezzali, sottosegretaria con delega allo sport, che in un'intervista al "Corriere della Sera" prende di petto la questione Superlega. "Lo sport deve avere altre finalità. Sia i grandi sia i piccoli club possono offrire spettacolo. E sono le squadre minori che permettono ai giovani di sognare di diventare Cristiano Ronaldo", aggiunge l'ex campionessa di fioretto, che piano piano si sta calando nel suo nuovo ruolo. "La politica è servire il Paese. Devo dare risposte a un mondo che nella pandemia ha pagato un prezzo alto". Già da parlamentare, la Vezzali aveva denunciato che l'Italia difetta di cultura sportiva. "È un problema irrisolto, soprattutto nella scuola. Non è possibile che i ragazzi non sappiano fare una capriola e che non ci sia un insegnante di Scienze Motorie nella scuola primaria. La pecca più grave? Gli impianti: senza un piano dedicato non si va da nessuna parte". La Vezzali guarda al modello americano, "però da 'italianizzare'. L'importante è tutelare chi decide di fare sport e di studiare". E non solo. "Occorrono palestre nelle aziende: lo sport libera la mente e fa rendere di più. La mia roadmap? La priorità è riaprire palestre, piscine, impianti. Poi vanno definite le competenze tra Coni e Sport e Salute: serve unità. Nei Dream Team del fioretto ci sono state frizioni. Ma quando si trattava di far vincere l'Italia ci compattavamo". Infine una battuta sui Giochi di Tokyo: "Gli atleti hanno già sofferto per il rinvio: non spegniamo il sogno". (ITALPRESS). glb/com 21-Apr-21 09:41

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