Calcio: Tebas “Superlega è morta, no a sanzioni, sì a misure protettive”

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Il presidente dei club spagnoli: "Potere Real e Barça è dovuto alla forza della Liga" MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – "Se sei consapevole che c'è chi lavora in clandestinità non resti sorpreso nè ti senti tradito, ma se sento il presidente del Real Madrid che parla come il 'salvatore del calcio' allorà sì, lì tradisce o manca di rispetto a tutti noi". Il presidente della Liga, Javier Tebas, in conferenza stampa torna sulla Superlega e attacca i promotori di un progetto che non vedrà, almeno per il momento, la luce. Il numero 1 dei club spagnoli parla dopo un'assemblea e un documento ufficiale delle 39 società "non invitate a far parte della Superlega", nel quale viene ribadito il "no a una competizione prova del criterio di meriti sportivi" e viene sottolineata l'importanza delle manifestazioni di dissenso che hanno mostrato una grande unione in tutte le componenti del calcio tra Federazioni, Leghe, club e tifosi. "La Superlega come l'hanno presentata, sarebbe la fine della Liga spagnola. Circa 1.000 milioni di euro in meno a stagione – dice Tebas -. Ogni mercato è diverso. In Spagna un Eibar-Osasuna è molto più attraente di un Manchester United-Everton. Qui un Villarreal-Siviglia interessa 5 volte di più di uno United-City. Il Barcellona-Valladolid di qualche giorno fa ha avuto appena 100mila telespettatori in meno di Real Madrid-Liverpool. Questi sono dati, è la realtà". Tebas sostiene, oltre al campionato spagnolo, anche la nuova Champions e si chiede: "Perchè dovremmo cambiare? Per soddisfare l'avidità di qualcuno e permettergli di comprare più auto di lusso? Vorrei sottolineare che il potere di Real Madrid e Barcellona è dovuto alla forza della Liga". Secondo il numero 1 della Lega spagnola, però, non ci sono sanzioni in arrivo per i club che hanno aderito alla Superlega. "Non credo che dobbiamo applicare misure sanzionatorie, soprattutto perché la Superlega è svanita. Semmai dobbiamo adottare misure protettive, provvedimenti affinchè quello che è successo non si ripeta, meglio porevenire piuttosto che punire. Laporta dice che la Superlega è necessaria? Durante la campagna elettorale la pensava diversamente, ora ne è il massimo difensore, ma non ha speranza, meglio che punti sulla gestione dei problemi finanziari che ha il suo club problemi finanziari che devono gestire", dice Tebas che ne ha anche per il presidente della Fifa, Gianni Infantino ("mi lasciano tanti dubbi le sue parole, i club della Superlega dicevano di avere il suo sostegno"), per il nuovo numero 1 dell'Eca, Nasser Al-Khelaifi ("Non facciamolo poassare da eroe, resto contrario ai club statali, ma almeno è stato coerente con il lavoro svolto all'Eca") e poi ribadisce che non ci sarà nessuna Superlega, anche se qualcuno dei promotori sostiene che il progetto è soltanto sospeso. "Non possono fare quello che pensano le squadre tedesche non aderiranno mai, i club francesi neanche. La Superlega, così come è concepita, è morta. E poi vorrei dire che quel che sostiene Florentino Perez non è reale e mi stupisce che un uomo d'affari come lui si sbagli: non siamo rovinati come dice lui, non dobbiamo prendere misure eccezionali". Così come non ci sranno esclusioni dalle competizioni per i ribelli: "Le procedure sono quello che sono. Ceferin parlava di minima possibilità, ma si riferiva al fatto che per partecipare alle competizioni europee devono firmare un'adesione volontaria e se lo faranno staranno alle condizioni della Uefa. Hanno trasmesso un messaggio negativo, non possono dirci che vengono a salvarci dalla rovina, perché non è vero. Né che non danneggiano le competizioni nazionali. Lo fanno, economicamente e dal punto di vista dello sport, ignorando la meritocrazia e infatti hanno agito di nascosto…". (ITALPRESS). ari/red 22-Apr-21 17:59

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