Rummenigge “Ha vinto il calcio vero, supereremo la crisi col dialogo”

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"Giorni difficili ma l'importante che la questione Superlega si sia chiusa" TORINO (ITALPRESS) – "Non ha vinto il Bayern e nemmeno Rummenigge, bensì il calcio vero. Quello di cui tutti siamo innamorati". Karl-Heinz Rummenigge, ad dei bavaresi fresco di nomina nell'Esecutivo Uefa, prova a riassumere così questi giorni convulsi attorno al progetto Superlega, poi naufragato. "Non sono stati giorni facili, ma l'importante è che la storia sia chiusa – racconta il dirigente tedesco a 'Tuttosport' – Quello che è successo dispiace a tutti, anche a chi ha fatto nascere la Superlega. Si sono sbagliati di grosso, però non è quello che mi interessa ora. L'importante è uscire dalla crisi con intelligenza. Aspettiamo che le acque si calmino, poi punteremo sul dialogo. Il presidente Ceferin, e io la penso come lui, mi ha ribadito nelle ultime ore che non ha intenzione di chiudere le porte in faccia a nessuno. Nemmeno ad Andrea Agnelli? Non so se la pace tra i due sarà possibile, Ceferin è molto deluso. Detto questo, la Superlega era composta da dodici squadre. Non solo da Agnelli". Lo stesso Rummenigge conta di sentire presto il presidente della Juventus. "Meglio prima far sbollire la cosa. Poi capirò da Andrea le motivazioni che lo hanno portato a comportarsi in quel modo e con il dialogo ne usciremo tutti insieme. Non escludo nulla". Bayern e Psg sono stati gli unici due grandi club a restare fuori dalla Superlega. "L'atteggiamento del Psg di Nasser Al-Khelaifi è stato esemplare: abbiamo parlato tanto e né noi né loro, finalisti dell'ultima Champions League, volevamo la Superlega. Lunedì ho pensato a una Champions senza quei 12 club e mi faceva impressione: senza di loro, sarebbe mancata moltissima qualità. Ma resto convinto che la Superlega non avrebbe risolto nulla nel calcio, avrebbe fatto soltanto del male. La formula giusta è la nuova Champions, quella che partirà nel 2024, e che lunedì è stata approvata dall'Uefa. Possibilità che venga anticipata? No, per una questione legale e di marketing". L'ad del Bayern evita anche di entrare nella polemica fra club e nazionali: nei giorni scorsi Guardiola ha ricordato come i bavaresi abbiano dovuto giocare un quarto di Champions senza Lewandowski, infortunatosi con la Polonia. "La solidarietà tra big, medio-piccole e Nazionali fa parte del calcio. Deve esserci maggior feeling tra tutti. Dobbiamo proteggere sempre di più le favole come quella dell'Ajax e dell'Atalanta", osserva Rummenigge. (ITALPRESS). glb/red 22-Apr-21 09:37

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