Il pesarese: "Avrei voluto sfidare Hailwood, Schwantz e Agostini" ROMA (ITALPRESS) – "So benissimo che alla fine il tempo l'avrà vinta, purtroppo per tutti è così, ma provo con tutte le mie forze a rendergliela il più difficile possibile, ecco. E questo è il solo motivo per cui ancora corro". Valentino Rossi, 42 anni, non ha alcuna intenzione di spegnere la sua moto, nonostante le difficoltà a restare a galla in una motoGp sempre più competitiva. "Non voglio sputare nel piatto dove ho mangiato, stavo bene anche nel team Yamaha ufficiale – spiega a 'La Gazzetta dello Sport' il pilota marchigiano, vincitore di sette titoli mondiali in carriera, unico nella storia ad aver conquistato l'iride in quattro classi differenti – Però in Petronas si sta molto bene, c'è una bellissima atmosfera, tanti ragazzi giovani, un team ruspante. È molto inglese, di base sono diversi da italiani e spagnoli, però è figo star qui. La mattina mi dà gusto entrare nel box, ci sono persone che danno l'anima". Delle ventisei stagioni disputate, tre sono speciali: "Il 2001, perché era l'ultimo Mondiale della 500 e quindi l'ultima possibilità di farcela: una battaglia all'ultimo sangue con Biaggi, stupenda. Poi il 2004, con la vittoria all'esordio a Welkom con la Yamaha. Sportivamente la più bella. E il 2008: per molti ero già finito, vecchio. Invece passando alle Bridgestone ho battuto Stoner". Il 'Dottore', a cui piacerebbe un docu-film sulle sue imprese in stile 'The Last Dance', svela infine i tre avversari che avrebbe voluto sfidare: "Mike Hailwood, Kevin Schwantz e Giacomo Agostini". (ITALPRESS). mc/com 23-Apr-21 07:34
Rossi “Corro contro il tempo, in Petronas danno l’anima”
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