Epilessia, Lice “1 paziente su 2 escluso dal mondo del lavoro”

4 minuti di lettura

ROMA (ITALPRESS) – Oltre 1 paziente su 2, il 60% delle persone con Epilessia, non e' occupato e riporta difficolta' di inserimento lavorativo, o mantenimento dell'occupazione. Uno scenario gia' descritto dai risultati dalla ricerca "ERE – gli Epilettologi Raccontano le Epilessie" presentata in occasione dell'ultimo Congresso della Lega Italiana Contro l'Epilessia – LICE insieme dall'Istituto ISTUD, secondo cui il 31% delle persone con Epilessia non lavora per disoccupazione, il resto per ragioni di eta' – studenti o pensionati – per attivita' domestica o per dichiarata inabilita' al lavoro. Quasi 1 paziente su 2 (il 44%) si vede negato un impiego a causa della malattia. Il binomio Epilessia e lavoro e' ora al centro di una nuova indagine rivolta alle Persone con Epilessia avviata dalla LICE e dalla Fondazione ISTUD (Area Sanita' e Salute) con lo scopo di raccoglierne le esperienze di inserimento lavorativo e occupazione. Una raccolta sistematica delle narrazioni promossa con il duplice obiettivo di evidenziare un tema ancora taciuto e soggetto a stigma, nonche' di contribuire a sensibilizzare gli stakeholders del mondo occupazionale, quindi dalle istituzioni alle agenzie per il lavoro fino ai referenti delle risorse umane. L'iniziativa e' rivolta a tutte le persone con Epilessia maggiorenni sul territorio nazionale, che potranno accedere allo strumento di indagine attraverso il link https://www.medicinanarrativa.eu/storie-di-epilessia-e-lavoro. In maniera autonoma, immediata e nel totale rispetto dell'anonimato, sara' possibile raccontare sia le esperienze di buone pratiche che quelle al contrario di criticita' vissute durante la ricerca dell'occupazione e sul lavoro. "Il proposito di questa raccolta sistematica delle narrazioni – ha spiegato il professor Oriano Mecarelli, past president LICE – e' quello di contribuire a migliorare l'accoglienza e l'integrazione delle persone con Epilessia nel mondo del lavoro, riducendo lo stigma e valorizzando le potenzialita' e le risorse a disposizione sia di chi soffre di epilessia, sia dei datori di lavoro e dei colleghi. L'occupazione delle persone con epilessia e' una questione complessa per la molteplicita' di fattori che concorrono, dalla condizione clinica al contesto familiare e sociale di riferimento, alla tipologia di azienda e rischio lavorativo correlato. Non esiste una soluzione univoca. La carenza di direttive di comportamento uniformi tra medici curanti, Istituzioni, aziende e medici del lavoro, unitamente al forte stigma sociale ancora radicato e riscontrato tra i datori di lavoro, rendono necessario affrontare in maniera sistematica e integrata la questione dell'occupazione della Persona con Epilessia". La scelta di comunicare o meno la condizione di Epilessia nella fase di ingresso nel lavoro e' una questione centrale per la quale si rendono necessarie rassicurazioni, autostima, responsabilita', ma soprattutto un adeguato piano di welfare aziendale, affinche' la Persona con Epilessia possa comunicare liberamente la propria condizione, senza temere ripercussioni in sede di selezione e nel suo percorso lavorativo. La comunicazione della propria diagnosi potrebbe ridurre lo stato di ansia e insicurezza della Persona con Epilessia e favorire la buona riuscita dei colloqui lavorativi. "L'indagine – commenta Laura Tassi, presidente di LICE – rappresenta la nuova tappa di un percorso gia' avviato da LICE e Fondazione ISTUD che nei mesi scorsi avevano annunciato la formazione di un tavolo di consenso coinvolgendo per la prima volta gli stakeholder piu' rappresentativi del mondo clinico, giuridico, istituzionale, socio-sanitario e associazionistico, per finalizzare direttive di comportamento uniformi tra medici curanti, Istituzioni, aziende e medici del lavoro". (ITALPRESS). fsc/com 27-Apr-21 16:14

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Calcio: Duncan “Scuse da madre del ragazzo che mi ha insultato”

Articolo successivo

Calcio: Giocatori Monza al Casinò Lugano, club “Ingenui,si sono scusati”

0  0,00