Calcio: Corsi “La promozione più sofferta per l’Empoli, fiero di noi”

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Il presidente azzurro: "Orgoglioso della nostra realtà e di una squadra giovane" EMPOLI (ITALPRESS) – Settima promozione in 30 anni di presidenza. Fabrizio Corsi ha riportato per l'ennesima volta Empoli in Serie A e adesso che ha vinto la squadra di Dionisi ha centrato l'obiettivo in anticipo, può godersi il risultato e pensare serenamente al futuro. "Ogni promozione è diversa – dice il presidente azzurro al sito del club – e regala emozioni nuove. Questa è stata la più sospirata, la più sofferta e anche la più faticosa per la gestione difficile a causa dei protocolli da seguire per la pandemia. Siamo reduci da due stagioni vissute praticamente una dietro l'altra, non c'è stato un attimo di respiro, ma ce l'abbiamo fatta; abbiamo fatto scelte giuste, migliori del recente passato, creando una squadra forte, la più giovane del torneo, con un allenatore e un ds che hanno fatto un grande lavoro". Corsi ha ammesso che c'è stato un momento in cui ha temuto di non raggiungere l'obiettivo. "Sì, ho avuto paura di non farcela quando i risultati non rispecchiavano quello che effettivamente succedeva sul campo. Sia chiaro: non mi riferisco né alla squadra né all'allenatore. In questa stagione si sono susseguiti episodi quantomeno dubbi sul fronte arbitrale che per un attimo mi hanno fatto sussultare. Poi c'è stato un momento che sembrava non ci volessero far vincere il campionato, mi sono anche chiesto se il problema fossi io, a volte dico qualcosa che può infastidire, ma quando sbaglio chiedo scusa". "Sono una persona abituata a mettersi in discussione, a non dare nulla per scontato e non nascondo di aver anche pensato di non essere più adeguato a questo mondo – ammette Corsi -. Adesso, però, i tantissimi attestati di stima che Empoli e l'Empoli stanno ricevendo mi ripagano di tutto. Ringrazio l'ambiente che mi circonda, perché Empoli sa essere una realtà straordinaria. Nei momenti più complicati, ho sempre sentito grande stima attorno e ho ben presenti davanti ai miei occhi quelli che sono i meriti di tutti, anche in questa promozione. Abbiamo restituito un biglietto da visita importantissimo alla città". Corsi è soddisfatto della squadra costruita e del lavoro fatto. "Abbiamo la rosa più giovane del torneo, aspetto di cui siamo orgogliosi. Dionisi ha gestito in maniera esemplare il gruppo con i suoi collaboratori che si sono integrati al meglio con i nostri". Di problemi da affrontare ce ne sono stati tanti. "Lo staff tecnico e sanitario è stato straordinario nella gestione delle diverse situazioni. Abbiamo avuto anche casi di 11 positività in contemporanea e, al rientro, i giocatori sono stati decisivi, benché non fossero per ovvi motivi subito al 100%. Hanno saputo trovare la forza di raschiare il barile, di attingere a tutte le risorse possibili". "A livello economico – prosegue Corsi – la pandemia ha impattato per un costo di circa due milioni e mezzo di euro, che per una società come la nostra è un cifra importante. Abbiamo speso un milione di euro in tamponi sierologici e molecolari". Capitolo Dionisi. "In questi 30 anni di Empoli, la cosa migliore che ho fatto è stata quella di saper scegliere le persone. Di Dionisi ci era piaciuta da subito la sua idea di calcio. L'anno scorso da avversari del suo Venezia, sia all'andata che al ritorno ci siamo subito resi conto del valore del gioco che aveva dato alla squadra. Al termine della passata stagione abbiamo incontrato Alessio e ci siamo convinti subito che fosse la persona giusta. C'è l'intelligenza e c'è anche una straordinaria capacità comunicativa. Accardi? Sicuramente è una figura fondamentale, che si è formato qui. Noi vogliamo proseguire con lui". Corsi non dimentica le retrocessioni degli anni precedenti e dice: "Facciamo tesoro di quella esperienze, appena finirà la stagione analizzeremo tutti i numeri e in base a questi si appronterà un programma. Sogno di regalare qualche soddisfazione alla nostra gente. Empoli ha dato un esempio, sono orgoglioso. Ci riteniamo di campagna, ma questo per noi è un valore. In questo calcio malato tutti sono alla ricerca di incassare di più, senza pensare a come fare a spendere meno. Bisogna tornare ad attingere di più dal settore giovanile per ottenere dei risultati, come facciamo noi. Non possiamo buttare centinaia di milioni: il nostro plus sono le idee". (ITALPRESS). ari/red 06-Mag-21 14:01

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