Calcio: Sanzioni o dialogo, su Superlega guerra dall’esito incerto

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Libera concorrenza, merito sportivo: la battaglia legale non conviene a nessuno ROMA (ITALPRESS) – Una guerra che non conviene a nessuno. La questione Superlega è ancora attuale dopo le ultime indiscrezioni di "Espn" sulle sanzioni che la Uefa starebbe pensando di infliggere ai club "ribelli". In particolare Barcellona, Real Madrid, Juventus e Milan – le uniche società che ancora non si sarebbero dissociate – rischierebbero fino a due anni di esclusione dalle coppe sulla base dell'articolo 51 dello statuto, che vieta ai club di affiliarsi direttamente o indirettamente senza il permesso dell'Uefa. Parole più concilianti sono arrivate sul versante Fifa, con Infantino che ha invitato tutti a riflettere "sulle eventuali conseguenze" che potrebbero determinare duri provvedimenti. Ma sono davvero sanzionabili i club della Superlega? In Spagna ricordano come lo scorso 20 aprile, prima che il progetto cominciasse a perdere pezzi, i club avevano ottenuto da un tribunale di Madrid un provvedimento contenenente delle misure precauzionali per impedire a Fifa e Uefa di adottare delle sanzioni. Ma José Miguel Moragues Martinez, avvocato specialista in Diritto sportivo interpellato dal "Mundo Deportivo", avverte che al tribunale di Madrid potrebbe essere contestata la mancanza di competenza: è vero che la Superlega ha sede legale nella capitale spagnola ma le misure adottate riguardano organismi sovranazionali. A questo si aggiunge lo statuto Fifa, con una serie di articoli che di fatto vietano la nascita di competizioni internazionali come la Superlega senza il suo consenso. La questione, a questo punto, è capire se la normativa Fifa viola le norme di libera concorrenza o se esiste una posizione di dominio o monopolio del mercato da parte della Fifa e, di riflesso, della Uefa. Che è quanto hanno sempre contestato i club fondatori della Superlega. Secondo Moragues, per quanto ci sia in ballo un conflitto di diritti – da un lato quello alla libera concorrenza da parte delle società, dall'altro i diritti di uguaglianza e merito sportivo sostenuti da Fifa e Uefa – davanti a un tribunale potrebbero avere più peso i secondi. Ma non ci sono certezze a riguardo, ecco perchè una battaglia legale non sarebbe vantaggiosa per nessuno. (ITALPRESS). glb/red 06-Mag-21 15:50

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