Mihajlovic “Il 10° posto è un obiettivo. Io alla Juve? Non si sa mai”

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Il tecnico sfida l'Hellas "Vogliamo i 3 punti, ciclo non è finito" BOLOGNA (ITALPRESS) – Le motivazioni fanno la differenza e la sconfitta con il Genoa di qualche giorno fa lo ha evidenziato. Così Sinisa Mihajlovic cerca di dare ai suoi un motivo per fare bene contro il Verona, la conquista del decimo posto: "Sicuramente è un obiettivo, vincendo domani possiamo andare nella parte sinistra della classifica e raggiungere gli obiettivi prefissati a inizio stagione. Il primo era quello della salvezza che qui viene visto come una cosa minima. Siamo stati sempre a metà classifica con squadre dietro di noi che hanno speso più soldi nell'ultimo mercato e forse sono più strutturate. Non siamo mai stati in lotta per non retrocedere e nonostante questo abbiamo fatto esordire un sacco di ragazzi e l'abbiamo fatto durante la stagione e non una volta raggiunta la salvezza. Abbiamo le possibilità, nonostante tutto, di finire nella parte sinistra della classifica". "Se guardo alla gestione Saputo – ha spiegato ancora Mihajlovic – sono stati fatti un 14° posto e due 15° posti, quando sono arrivato ci siamo salvati con un mezzo miracolo e arrivando decimi, poi il record di punti con un 12° posto e ora siamo all'undicesimo posto con la possibilità di terminare al 10° posto. Abbiamo fatto un bellissimo lavoro, salvandoci con largo anticipo, facendo esordire molti giovani e valorizzarne tanti altri. Dobbiamo essere contenti". Un discorso che potrebbe sembrare una sintesi dei suoi due anni e mezzo a Bologna: "Ripetiamo sempre le stesse cose – ha continuato il tecnico – Ho ancora due anni di contratto, anche se nel calcio non si può mai sapere quello che succederà. Uno lavora e pensa di restare per sempre, poi il giorno dopo va via. A me piacerebbe continuare il lavoro qui, è normale. Il nostro obiettivo è quello di fare tre punti domani. Volevo fare un'analisi di questi due anni e mezzo, ma non perché il ciclo è finito, ma perché c'è molto pessimismo rispetto a quanto fatto. Qualcuno forse si è scordato dov'era il Bologna quando arrivò Saputo. Non so se c'è un'altra squadra che in due anni e mezzo ha valorizzato così tanti giovani come noi, ma qua sembra tutto dovuto e normale e c'è troppo pessimismo. Tutti vorremmo fare meglio". Anche per questi obiettivi, il suo nome è stato accostato a squadre importanti come la Juventus: "Il mio nome, purtroppo, è sempre stato affiancato ad altre squadre. Poi non succede mai niente, sicuramente fa piacere, però pensiamo prima a finire il campionato e nel modo giusto cercando di rispettare gli obiettivi prefissati. Si può dire che noi eravamo già salvi con il Torino, ma questo non vuol dire che i ragazzi non fossero motivati. Domani dovremo avere un atteggiamento migliore rispetto alla partita contro il Genoa. Per noi sarà una finale perché abbiamo l'occasione di chiudere bene il campionato e può diventare una stagione bella". Questo ritorno a Verona fa ricordare quella di un anno prima, quando arrivò in panchina in piena cura contro la leucemia, una presenza che ha fatto il giro del mondo: "Sicuramente sono più in forma rispetto all'ultima volta. Poi in quell'occasione ho avuto sfortuna perché c'era l'area tecnica più grande di tutto il mondo e io non riuscivo a fare nemmeno due passi. In quei 40-50 giorni fare due passi per me era un grandissimo sforzo. Sicuramente starò meglio e anche la squadra penso che farà meglio perché pareggiammo in superiorità numerica". A proposito di Verona, una squadra che ha fatto due anni migliori di quelli dei rossoblù: "Hanno fatto buoni campionati, poi dovrebbero avere due punti in meno perché hanno vinto a tavolino contro la Roma. Sicuramente Juric ha fatto un ottimo lavoro perché ha una squadra che non ha lo stesso livello del Bologna o di altre. Non a caso si accosta anche Juric a squadre importanti. Come intensità siamo quasi equivalenti, poi noi diamo più importanza all'attacco che alla difesa perché abbiamo giocatori di qualità e proviamo a sfruttarli. Ognuno prova ad adattare un modo di giocare in base ai giocatori che ha. Non c'è comunque così tanta differenza tra noi e loro, noi giochiamo sui nostri pregi e non sugli sbagli degli avversari". A proposito di giocatori, senza Danilo e Svanberg giocheranno Antov e Vignato? "Entrambi sono disponibili, perciò hanno possibilità di giocare sia dal primo minuto che a gara in corso. Abbiamo ancora un allenamento, la partita è domani sera e in mezzo c'è la notte". E continuerà anche l'esordio di giovani interessanti: "Raimondo (il centravanti dell'under 17 ndr) una di queste partite lo faccio esordire, dipenderà dal risultato, ma ho fatto una promessa e io le mantengo. E' un ragazzo che si merita perché è bravo, mi piace, ha buoni movimenti". E l'ultima sarà con la Juventus: "Vediamo quello che succede. Pensiamo prima a domani, non so neanche quando giocheremo. Decide la Juventus o la Lega quando si gioca? Giocheremo sicuramente domenica perché loro hanno la Coppa Italia mercoledì. Mi piacerebbe giocare venerdì così gli diamo 3-0 e andiamo prima in vacanza". (ITALPRESS). mf/fsc/red 16-Mag-21 17:41

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