Fu l’ultimo Papa che poté occuparsi di arte e cultura senza la preoccupazione di fronteggiare la protesta dilagante del nord Europa, che avrebbe creato una insanabile separazione tra il nord a maggioranza protestante e il sud prevalentemente cattolico.
Sereno e gaudente di natura, degno figlio di Lorenzo il Magnifico e di Firenze, ci piace immaginarlo a spasso nelle stanze vaticane, circondato dai cardinali, intento ad ammirare il giovane Raffaello affrescare i celeberrimi cicli pittorici…
Sicuramente era infastidito dalle notizie che giungevano dalla Germania, colpa di quel ‘frate’ che criticava Roma e la Santa Sede, dichiarando il Papa più Anticristo che suo Vicario!
Sappiamo come andarono le cose. La Riforma Protestante fu anche, purtroppo, la causa della fine del Rinascimento. Coincise poi, quasi a presagio, la morte di Raffaello nel 1520 con la diaspora di quasi tutti i suoi allievi con il successivo Sacco di Roma nel 1527.
Quegli allievi avevano contribuito alla realizzazione di un’infinità di progetti, interi cicli pittorici, grandi tele e quadri in tutta la città eterna. Roma è piena di affreschi, nelle chiese e nei palazzi, di Perin del Vaga, Giovanni da Udine, Polidoro da Caravaggio e Giulio Romano, il suo preferito e più stretto collaboratore. Sarà lui infatti a terminare “La Trasfigurazione” ora in Vaticano, che Raffaello non riuscì à terminare ucciso prematuramente dalle febbri, che avrebbero in seguito ucciso anche il suo protettore Leone X.
Purtroppo la Riforma Protestante fu la causa, diretta o indiretta, della fine di questa età dell’oro. Un momento, per la storia e per l’arte, irripetibile che vide Roma capitale di un impero di bellezze ineguagliabili e della presenza dei più grandi protagonisti della storia dell’arte occidentale che avrebbero lasciato un’eredità di stili e contenuti, mai più raggiunti nei secoli successivi.
Raffaello, Michelangelo, Bramante, ingaggiati dai papi del Rinascimento, Giulio II e Leone X, soprattutto, trasformarono anzi ritrasformarono la Città Eterna, cercando appunto di ricompetere con la grandezza del suo passato e della sua eredità che si evinceva dalla grandiosità delle sue rovine. E vi riuscirono!
Una nuova grandezza seppero creare con l’esempio sotto gli occhi dei resti dell’antica Roma fondando una nuova e più maestosa “centralità” della città, che era il fulcro del Cristianesimo e sede del Vicario di Cristo.
Tra affreschi, dipinti e la costruzione di nuovi edifici tra cui il più importante è la riedificazione della Basilica di S Pietro, con una cupola che avrebbe dovuto simboleggiare la supremazia della Chiesa di Roma sul mondo, obiettivo pienamente riuscito.



