/

Leone X ovvero l’apoteosi del Rinascimento nella Chiesa

3 minuti di lettura

Fu l’ultimo Papa che poté occuparsi di arte e cultura senza la preoccupazione di fronteggiare la protesta dilagante del nord Europa, che avrebbe creato una insanabile separazione tra il nord a maggioranza protestante e il sud prevalentemente cattolico.

Sereno e gaudente di natura, degno figlio di Lorenzo il Magnifico e di Firenze, ci piace immaginarlo a spasso nelle stanze vaticane, circondato dai cardinali, intento ad ammirare il giovane Raffaello affrescare i celeberrimi cicli pittorici…

Sicuramente era infastidito dalle notizie che giungevano dalla Germania, colpa di quel ‘frate’ che criticava Roma e la Santa Sede, dichiarando il Papa più Anticristo che suo Vicario!

Sappiamo come andarono le cose. La Riforma Protestante fu anche, purtroppo, la causa della fine del Rinascimento. Coincise poi, quasi a presagio, la morte di Raffaello nel 1520 con la diaspora di quasi tutti i suoi allievi con il successivo Sacco di Roma nel 1527.

Quegli allievi avevano contribuito alla realizzazione di un’infinità di progetti, interi cicli pittorici, grandi tele e quadri in tutta la città eterna. Roma è piena di affreschi, nelle chiese e nei palazzi, di Perin del Vaga, Giovanni da Udine, Polidoro da Caravaggio e Giulio Romano, il suo preferito e più stretto collaboratore. Sarà lui infatti a terminare “La Trasfigurazione” ora in Vaticano, che Raffaello non riuscì à terminare ucciso prematuramente dalle febbri, che avrebbero in seguito ucciso anche il suo protettore Leone X.

Purtroppo la Riforma Protestante fu la causa, diretta o indiretta, della fine di questa età dell’oro. Un momento, per la storia e per l’arte, irripetibile che vide Roma capitale di un impero di bellezze ineguagliabili e della presenza dei più grandi protagonisti della storia dell’arte occidentale che avrebbero lasciato un’eredità di stili e contenuti, mai più raggiunti nei secoli successivi.

Raffaello, Michelangelo, Bramante, ingaggiati dai papi del Rinascimento, Giulio II e Leone X, soprattutto, trasformarono anzi ritrasformarono la Città Eterna, cercando appunto di ricompetere con la grandezza del suo passato e della sua eredità che si evinceva dalla grandiosità delle sue rovine. E vi riuscirono!

Una nuova grandezza seppero creare con l’esempio sotto gli occhi dei resti dell’antica Roma fondando una nuova e più maestosa “centralità” della città, che era il fulcro del Cristianesimo e sede del Vicario di Cristo.

Tra affreschi, dipinti e la costruzione di nuovi edifici tra cui il più importante è la riedificazione della Basilica di S Pietro, con una cupola che avrebbe dovuto simboleggiare la supremazia della Chiesa di Roma sul mondo, obiettivo pienamente riuscito.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Verona-Bologna 2-2, decimo posto ancora da assegnare

Articolo successivo

Dalla Sardegna il drink ispirato a Casablanca: L’INSOSPETTABILE di Leandro Serra

0  0,00