F.1: Hamilton “Circus club di ragazzini miliardari, bisogna cambiare”

5 minuti di lettura

Il campione della Mercedes vuole una F1 "accessibile a tutti" e ribadisce la sua lotta contro le discriminazioni MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Un fuoriclasse al volante, mai banale all'esterno, impegnatissimo nella lotta contro ogni discriminazione, ma anche ribelle quando serve. Lewis Hamilton, pluricampione del mondo di Formula 1, punta il dito contro il suo mondo e lo fa in un'intervista rilasciata al quotidiano madrileno "AS". Il pilota della Mercedes definisce "il circus di oggi un club per ragazzini miliardari" e lo fa rispondendo a una domanda sulla nuova generazione di piloti. "Non posso giudicare, ma ci sono sempre talenti che vengono fuori, è successo a me quando c'erano Nico Rosberg e Kubica, ancora prima c'era Alonso, c'è stata l'era Schumacher. Ci sarà sempre l'era di qualcuno, ma per come la penso io stiamo vivendo un tempo in cui il circus sta diventando un club di ragazzini miliardari, oggi sarebbe impossibile arrivare qui da una famiglia di lavoratori. Bisogna lavorare per cambiare tutto ciò e per rendere la Formula 1 uno sport accessibile a tutti, ai ricchi e alle persone con origini più umili". Un tema molto caro ad Hamilton che lotta contro ogni discriminazione, in particolare contro il razzismo. "Sin dalle prime gare con i kart, io, mio padre e mio fratello eravamo le uniche persone di colore e avevamo chiaro in mente il fatto che non eravamo i benvenuti in quel mondo – ha spiegato Hamilton -. E' così anche adesso, c'è qualche asiatico, ma nessun nero. Cosa fare per cambiare? Continuare a portare avanti discorsi che possono risultare scomodi e non piacere a qualcuno. In Europa il razzismo è un problema diverso rispetto a quel che accade negli Stati Uniti, ma è comunque presente e bisogna farlo notare. Non si tratta di dividere se lo si fa, anzi noi vogliamo unire ed educare la gente, forse solo chi ha un amico che appartiene a una qualche minoranza può capire le difficoltà che si hanno. Nel mio mondo parlo con i miei capi, con gli sponsor, con tutti con l'obiettivo di cambiare le cose, di avere una Formula 1 diversa. Non da un giorno all'altro, ma arriverà il tempo in cui il colore della pelle non sarà una differenza. La F.1 è la mia vita, il mio lavoro, ma è al secondo posto nelle mie priorità, al primo ci sono le mie battaglie e non accetto mai un no come risposta e questo mondo mi dà l'opportunità di far sentire la mia voce". C'è spazio anche per parlare di Formula 1, di lotta al titolo e rivalità, ma sempre con la lotta alle discriminazioni come priorità. "Vincere l'ottavo Mondiale non mi cambierebbe, so da dove vengo e di cosa sono capace. Lavoro per vincere – dice Hamilton -, ma non so se accadrà di nuovo, ma se non succederà non cambierà nulla nella mia vita. Quel che mi appassiona non sono i numeri, ma altre cose, la lotta contro la diversità, aiutare la gente in difficoltà e a realizzare i propri sogni. Io non ho bisogno di niente, sto vivendo il mio e posso dedicarmi ad aiutare chi sogna di diventare un pilota o un ingegnere, posso cercare di farlo lavorando per cambiare questo mondo". Non sa se sia Verstappen il suo erede: "I talenti non mancano, per me Lando Norris ha un enorme potenziale così come Charles Leclerc, ma non so chi sarà il numero 1 dei prossimi anni". (ITALPRESS). ari/red 20-Mag-21 13:19

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Tg News – 20/5/2021

Articolo successivo

Ludovico Tersigni è il nuovo conduttore di X Factor

0  0,00