Kantè “Da Ligue 2 a finale Champions, con Mahrez nemici per una sera”

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Il centrocampista del Chelsea, in vista della sfida di sabato contro i Citizens, racconta la sua carriera a uefa.com LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – "Se in squadra hai N'Golo, hai mezzo giocatore più". Lo ha detto Thomas Tuchel dopo i suoi primi giorni al club di Stamford Bridge. Non una novità anche altri allenatori prima del Leicester (vedi Ranieri), poi del Chelsea (Conte e Sarri per esempio) hanno sempre sottolineato le doti da corridore e tuttofare del 30enne centrocampista, campione del mondo con la Francia. Ora va all'assalto della Champions, al massimo titolo europeo per club che sabato contenderà al Manchester City del suo amico Riyad Mahrez, con cui ha vinto al Leicester e che come lui è partito da lontano. "Ne abbiamo parlato ed entrambi ci rendiamo conto che è straordinario. Ci è voluto molto lavoro per arrivare dalla Ligue 2 a oggi e molta perseveranza sia in campo che in allenamento. Giocare una partita come questa è fantastico, ma tutti e due vogliamo vincerla e in campo non saremo amici. Io spero che mi vada bene e lui spera che vada bene a lui, ovviamente", racconta Kantè in un'intervista rilasciata a uefa.com. Il centrocampista ricorda di essere stato rifiutato da diverse squadre giovanili in Francia prima di iniziare la carriera in seconda serie, diventando famoso solo nel 2015/16 quando ha vinto il campionato con il Leicester insieme, appunto, a Riyad Mahrez del Manchester City. "Nove anni fa, quando giocavo nella seconda squadra del Boulogne e ho esordito da professionista in Ligue 2, ero molto affamato ma anche fiducioso. Non sapevo fino a che punto potevo arrivare; volevo solo diventare professionista e fare del mio meglio – racconta -. Essere arrivato dove sono oggi con il Chelsea e avere la fortuna di giocare una finale di Champions League, tenendo conto di tutto quello che è successo nel frattempo, è incredibile. Ma è successo tutto a poco a poco, stagione dopo stagione, con vittorie, sconfitte, gioie e dolori e questo mi ha formato come giocatore e mi aiutato a diventare quello che sono oggi. Non ero necessariamente il giocatore più talentuoso della squadra, ma ho dato il massimo con le qualità che avevo. Crescendo, ho iniziato a guardare i video di grandi calciatori come Maradona, Ronaldo e Ronaldinho. Io e i miei amici provavamo a imitarli, a segnare come loro, ma alla fine io non giocavo nello stesso ruolo ed ero anche meno dotato. Ho fatto diversi provini e sono stato rifiutato più volte dalle giovanili. Personalmente non li considero fallimenti, ma opportunità per confrontarmi. Non volevo seguire per forza quel percorso per diventare professionista. Pensavo solo a dare il massimo, qualunque cosa accadesse, e che avrei avuto successo in una fase successiva o in un modo diverso". Di sicuro ce l'ha fatta, ha vinto anche un Mondiale e non capita a tutti, tanti fuoriclasse non ci sono riusciti nè andati vicino. "Crescendo, gli allenatori e i compagni mi dicevano che assomigliavo a questo giocatore o a quell'altro, ma io ero solo uno che guardava il calcio; guardavo le partite che mi interessavano, senza fissarmi sui giocatori che avevano un ruolo simile al mio. Quando c'era la sosta per le nazionali guardavo la Francia e ammiravo artisti come Makelele o Lassana Diarra: a un certo punto mi sono ispirato a loro, ma alla fine non sono come loro. Ho avuto la fortuna di conoscerli: loro hanno avuto la loro carriera, io la mia. Da quando sono arrivato al Chelsea, ho fatto qualche chiacchierata con Claude – conclude riferendosi a Makelele -: mi dà consigli sul mio gioco e sull'impatto che posso avere in partita. Poterne parlare con lui è vantaggioso perché conosce il ruolo". (ITALPRESS). ari/com 26-Mag-21 16:20

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