Calcio: Riva “Credo in Mancini, la sua Italia può vincere l’Europeo”

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Miglior bomber azzurro di sempre, campione d'Europa nel 1968 ed ex team manager, Rombo di Tuono punta sulla Nazionale CAGLIARI (ITALPRESS) – "Non mi perderò una partita: ne ho saltate pochissime della Nazionale in questi anni, figuriamoci quelle di un Europeo". Gigi Riva è uno dei simboli di un'Italia che, nella sua Sardegna, ha scelto di iniziare il cammino verso la fase finale degli Europei, con l'obiettivo di portare a casa un titolo che manca dal 1968 quando, la Nazionale di Rombo di Tuono e Tarcisio Burgnich, superò 2-0 in finale la Jugoslavia (Riva e Anastasi in gol). "Il presidente Gravina ha avuto un bellissimo pensiero: un invito nel preritiro della Nazionale o allo stadio, ma il regalo me lo aveva già fatto, riportando l'Italia a giocare qui. Voleva premiare la Sardegna, e Cagliari e il Cagliari lo meritavano. Ora speriamo che portino fortuna all'Italia", dice Riva, ex attaccante e team manager azzurro, in un'intervista alla Gazzetta dello Sport nella quale ricorda la festa per il titolo continentale del 1968. "In giro per Roma tutta la notte e poi, era già l'alba, andai direttamente in aeroporto per ripartire. All'inizio eravamo in 3 o 4, ma un bel pezzo di notte la feci per conto mio: era la mia prima grande vittoria, fra l'altro internazionale, e sentivo quasi il bisogno di stare da solo. Me la godevo di più". Si giocò all'Olimpico, lo stadio che l'11 giugno ospiterà la gara inaugurale di Euro2020 e le altre due partite del girone degli azzurri. "Stadio meraviglioso, tifosi meravigliosi: ricordo una spinta fantastica", racconta Riva che con i suoi 35 gol in 42 partite (media eccezionale) è ancora il miglior marcatore della storia della Nazionale. L'Italia di Mancini gli ricorda un po' quella del '68. "Essere in Nazionale fa un effetto particolare: c'era entusiasmo allora e c'è adesso, lo sento da come parlano i giocatori. In una carriera almeno un sapore unico c'è di sicuro: giocare con la maglia azzurra. Si attacca alla pelle e poi è difficile da staccare. Mancini ha dato alla squadra un gioco giovane, moderno, un'impronta riconoscibile. È la sua Nazionale. Ha determinazione e entusiasmo nell'accogliere il messaggio dell'allenatore: si va in campo per vincere. Con un gioco che determina il risultato, non lo subisce". In questa Italia si sarebbe "divertito, perché è una squadra che attacca, che gioca in avanti: noi eravamo più copertura e ripartenza. Ma attenzione, questa non è un'Italia sbilanciata. Ha anche una buona difesa e un gioco che sa calcolare: attaccare, ma senza scoprirsi troppo. E infatti prende pochissimi gol". Secondo Riva Mancini come Valcareggi "ha impostato la sua gestione anzitutto sulla familiarità. È un tecnico che segue i giocatori, li sostiene umanamente, li stimola parlandoci. E poi ha esperienza, ha tante cose da dire: i giocatori lo sentono. Sono convinto che il vero segreto di questa squadra sia Roberto. E che il rinnovo del contratto dia ancora più serenità a lui e poi alla squadra: la Federazione ha fatto bene. Un azzurro come Riva? Non mi piacciono i paragoni, ma mi piacciono gli attaccanti dell'Italia, poi che ho un debole per Barella si sa; Jorginho e Verratti la fanno girare. Ma questa squadra è un buon insieme, non c'è un giocatore che decide le partite da solo. E non l'ho mai vista in difficoltà, neanche nelle partite importanti". Secondo Riva "quando si iniziano queste competizioni l'entusiasmo è lì, fuori dalla porta: basta aprirla" e l'Italia ne ha tanto, a cominciare da Mancini che ha sempre apertamente detto che punta al titolo. "Roberto non ha esagerato, mica giochiamo per pareggiare… Bisogna provarci, e se lo dice lui gli credo e bisogna credergli: nessuno può dire cose più esatte di lui su questa squadra". (ITALPRESS). ari/red 27-Mag-21 09:58

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