TORINO (ITALPRESS) – "Ho cercato di cambiare le competizioni europee dall'interno, ho lavorato nell'Eca e nell'Esecutivo Uefa, abbiamo cercato di cambiare ma non è stato possibile, c'erano problemi già prima del Covid, la Superlega non è mai stato un tentativo di colpo di Stato, ma un grido d'allarme disperato per un sistema che, non so se consapevole o meno, si indirizza verso l'insolvenza". Con queste parole il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, torna sulla rottura con l'Uefa per la vicenda Superlega. "L'accordo fra i fondatori era condizionato al preventivo riconoscimento da parte della Uefa della competizione. La risposta è stata di chiusura, con termini offensivi e metodi arroganti, e poi si è indirizzata verso tre club", ha proseguito Agnelli riferendosi a Juventus, Barcellona e Real Madrid. "Non è con questo tipo di comportamenti che si riforma il calcio di fronte a questa crisi. Per fortuna so che non tutti in Uefa la pensano allo stesso modo. Il desiderio di dialogo, comunque, resta immutato. Altri sport hanno affrontato cambiamenti di questo tipo, e quasi tutti gli stakeholders concordano sul fatto che il modello vada cambiato". (ITALPRESS). ari/red 04-Giu-21 14:32
Calcio: Superlega. Agnelli “No colpo di stato,grido d’allarme disperato”
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