Calcio: Mihajlovic prepara “La ‘Scalata’, storia d’amore con Bologna”

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Il tecnico rossoblù precisa: "Io non ho preso tempo, Bologna non sarà mai un piano B" BOLOGNA (ITALPRESS) – "Mi piacerebbe chiamarla 'La scalata'. Perché l'obiettivo è scalare posizioni, finire nella parte sinistra della classifica, esprimere un buon calcio, far divertire i tifosi e rilanciare le nostre ambizioni, solo parzialmente messe in stand by nell'ultimo campionato segnato dal Covid". Parole di Sinisa Mihajlovic che, in un'intervista alla Gazzetta dello Sport, presenta così la quarta stagione che si appresta a vivere sulla panchina del Bologna. "Lo scorso anno non è stato fatto mercato, la crisi economica ha impedito quel processo di crescita che il presidente Saputo, la società e io avevamo messo in agenda. Però la stagione è stata ugualmente importante perché ci ha permesso di far crescere i nostri giovani e di lanciarne altri. I frutti si vedranno quest'anno. Se dovessi dare un titolo al Sinisa III direi 'La transizione'. Il Sinisa I senza dubbio 'L'impresa', per come ci siamo salvati facendo un girone di ritorno da applausi. Sinisa II 'Il coraggio': ce n'è voluto tanto per superare la malattia e nello stesso tempo, grazie all'aiuto di club, staff e giocatori, guidare il Bologna a un campionato tranquillo. Il bilancio di questi tre anni non può che essere molto positivo: per i risultati ottenuti, il gioco espresso e il lancio di 22 giocatori giovanissimi". Sembrava che il Sinisa IV potesse non esserci. "Io non ho preso alcun tempo e non ho trattato con altri club. La mia permanenza o meno a Bologna non dipendeva da altri club. Se mi avessero chiamato Inter o Juve? Non sono ipocrita. Avrei ascoltato e pure accettato. Come è normale che sia e se qualche allenatore al posto mio dice il contrario vi prende per il c…. Ma non ho mai preso tempo per aspettare proposte. Il Bologna, per tutto quello che rappresenta per me, non sarà mai nella mia testa un piano B. Come non lo è stata nessuna società in cui ho lavorato. Se non sto più bene in un posto, non sento le giuste motivazioni o non percepisco ambizioni simili alle mie, me ne vado e sto a casa. Senza bisogno di avere un altro club. Ho giocato ad alti livelli per 20 anni, alleno da 15 in serie A… Sono un privilegiato, non faccio parte della stragrande maggioranza delle persone che se non lavora non porta il cibo a tavola. E in più con quello che ho passato due anni fa, la mia priorità possono mai essere i soldi di un contratto? Io sono grato al Bologna, alla città, alle strutture sanitarie, ai cittadini e ai tifosi per l'affetto e il sostegno che mi hanno sempre dimostrato. Ma che io ho ricambiato: il primo anno offrendo tutta la mia professionalità e salvando il club con un piede in B, il secondo facendo molto di più a livello umano". "La società non mi ha mai messo in discussione quando mi sono ammalato ed è stato fantastico: ma quanti altri al posto mio avrebbero guidato la squadra da un letto di ospedale tra un ciclo di chemio e un altro? Sono andato in panchina più morto che vivo – sottolinea Mihajlovic -. Ho fatto cose quasi folli per il Bologna. Ma non mi piace doverlo ricordare. Quello tra me e il Bologna è stato e spero continui ad essere un rapporto d'amore. E chi si ama non rinfaccia il proprio amore, non lo sta a misurare. Ho avuto tanto, ma ho dato tutto". Un po' di amarezza nelle sue parole. "Capisco che un malato di leucemia unisca tutti senza se e senza ma. Poi quando la malattia non c'è più, resti solo un allenatore di calcio e magari torni quello stronzo arrogante di Mihajlovic, pure zingaro… Sono sempre stato un uomo divisivo, fa parte della mia natura, schietta e spesso rude. non nascondo mai idee e sentimenti. Ma non sono un falso". In Serie A la rivoluzione degli allenatori, a stupirlo di più "l'addio di Conte, ma sono contento per Simone Inzaghi, è bravo e troverà un solco tracciato. Il colpo migliore? Senza dubbio Mourinho alla Roma, un grande allenatore, un leader e un grande uomo. L'ho capito durante la mia malattia: mi è stato vicino, con affetto e partecipazione, non lo dimentico. A Roma Mou può diventare un re". Alla Juve il ritorno di Allegri. "Dopo il tentativo di cambiare Dna con Sarri e la scelta del giocatore bandiera con Pirlo, la Juve è tornata sulle sue certezze: con Allegri ripartirà in pole per lo scudetto. Le sfide in panchina si annunciano quasi più esaltanti di quelle in campo. ma la differenza la fanno sempre quelli con gli scarpini ai piedi…". dice Mihajlovic che avrebbe visto bene in una grande "De Zerbi che invece è andato all'estero e Italiano che è giovane e bravo: ha portato lo Spezia in A, lo ha salvato, cosa doveva fare per un salto ulteriore, camminare sull'acqua?". Ancelotti è tornato a Madrid. "Sono felice per lui, Carlo si fa voler bene ovunque va. Come tecnico neanche ne parlo, ha vinto tutto". In chiusura un messaggio ai tifosi: "Non pretendo l'unanimità, che mi fa pure un po' paura… possono applaudirmi o fischiarmi, è giusto così. Ma sappiano che non scaldo una panchina: se sono ancora qui è una garanzia anche per loro. Vuol dire che le ambizioni del club ci sono. E sono convinto che ci divertiremo". (ITALPRESS). ari/red 05-Giu-21 09:03

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