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Il salotto culturale di un “influencer” del primo seicento

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È sicuramente una storia molto controversa e poco conosciuta, quella del monaco Vallombrosiano Orazio Morandi, che fu priore del monastero di Santa Prassede a Roma, tuttora esistente. Doveva essere un pensatore eccentrico ed anticonformista, sicuro di sé fino al punto di entrare in conflitto con il Potere dell’epoca, che si incarnava nella figura del pontefice Urbano VIII.

Certo non fu cauto nei suoi comportamenti e si arrischiò molto più del consentito pagando un prezzo molto alto, forse per vanità personale o per ambizione, infatti si parlò anche di intrighi di palazzo. Il brillante priore Orazio Morandi era un colto studioso, frate più per carriera che per vocazione, curioso e versato nelle più diverse discipline tra le quali l’astrologia. Tale conoscenza non era così osteggiata dalla Chiesa, come si potrebbe supporre, ma anzi molti suoi membri, e addirittura lo stesso Papa Urbano come molti suoi predecessori, usavano consultare astrologi e studiosi cercando anche nella cosiddetta ‘magia naturale’ risposte anche a problemi di carriera, sentimentali e di salute.

Certo la visione della realtà era molto diversa da come la guardiamo noi oggi.
L’ Illuminismo non aveva ancora spazzato via ogni minimo riferimento che esulasse da una visione logica e razionale del mondo. Ma l’uomo non si poteva accontentare solo della ragione, come accade anche oggi, e cercava risposte in mondi considerati misteriosi, studiando alcune discipline esoteriche ed occulte.

Lo stesso Papa non faceva eccezione. Pur essendo profondamente credente, in momenti di pericolo si rivolgeva al frate Tommaso Campanella, noto come esperto di rimedi naturali, nonché astrologo, come la quasi totalità dei sacerdoti che si occupavano di studi superiori. L’ Astrologia era la visione completa del Cosmo e delle sue leggi, in cui l’uomo viveva e quindi doveva conoscere per potersi organizzare e difendersi, nei momenti difficili.

Galileo Galilei era amico del Morandi e anche lui si dilettava di astrologia, così pure il frate domenicano Raffaele Visconti, all’epoca più famoso come astrologo che non come inquisitore.

Il salotto del Morandi, bizzarro e forse un po’ spericolato “influencer”, era frequentato dalle migliori intelligenze della Roma dei primi anni del seicento, in piena costruzione barocca. Già Lorenzo Bernini ne faceva parte, come molti prelati di curia e addirittura cardinali che erano curiosi di sapere la data di un eventuale nuovo conclave!

La morte del papa regnante significava una grande trasformazione di tutta la corte papale per l’inevitabile avvicendamento che seguiva la morte del pontefice. Una posizione o un incarico a corte presso il nuovo papa interessava a molti, in tutta Europa! Teoricamente il Papa poteva essere francese, spagnolo o di chissà quale paese, anche se gli italiani tenevano ben stretta la presa sul Sacro Soglio!

Il vanitoso Orazio troppo andò oltre con le sue previsioni arrivando ad ipotizzare una presunta morte del Pontefice. Si mossero addirittura ambasciatori e cardinali sollecitati dalle pericolose previsioni del Morandi. Lui si sbagliò ma solo di persona. Il 1630 era la data prevista per la morte del Papa. Ma fu lo stesso Papa vivo e vegeto che lo fece arrestare e addirittura emanò una Bolla contro le previsioni astrologiche sulla vita del pontefice.

Fu lui che morì nel 1630 misteriosamente dopo il suo arresto. Un pronostico lo aveva indovinato in pieno… la morte non del Papa ma la sua.

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