Krejcikova regina del Roland Garros: “Dedicato a Jana Novotna”

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Barbora Krejcikova è la nuova regina del Roland Garros. Nella finale del singolare femminile sulla terra battuta di Parigi la 25enne ceca, numero 33 Wta, ha battuto in tre set la 29enne russa Anastasia Pavlyuchenkova, numero 32 Wta e testa di serie numero 31: 6-1 2-6 6-4 il punteggio finale in un’ora e 58 minuti di gioco sul Court Philippe-Chatrier. “È il giorno più importante della mia vita, voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuto, a partire dal mio team. E non posso dimenticare la persona che mi ha motivato più di chiunque altra, Jana Novotna, che avrà sempre un posto speciale nel mio cuore”, ha dichiarato un’incredula Krejcikova a fine match ricordando la regina di Wimbledon 1998, scomparsa nel 2017 e sua allenatrice da junior. “Sono felicissima, grazie per tutta l’energia che mi avete trasmesso – ha aggiunto la ceca rivolgendosi al pubblico francese – Ho soltanto cercato di godermi il più possibile la partita. Non ho parole, sono incredula: ho vinto uno Slam”.

Proprio a Parigi, lo scorso autunno, Krejcikova ha dato una svolta alla sua carriera raggiungendo per la prima volta gli ottavi di finale Slam. Da lì in avanti un rapida scalata: finalista a febbraio nel Wta 1000 di Dubai, battuta negli ottavi a Roma dalla futura campionessa Iga Swiatek dopo aver sfiorato la vittoria e poi regina a Strasburgo. la ceca al Roland Garros ha battuto quattro teste di serie: la numero 32 Ekaterina Alexandrova, la 5 Elina Svitolina, la 24 Coco Gauff e la 17 Maria Sakkari. In finale Krejcikova ha dominato il primo set in appena 31 minuti, poi ha subito la reazione di Pavlyuchenkova, che ha aperto di più gli angoli riuscendo ad accorciare gli scambi. Ma nel terzo set alla russa, ex top 10 e prima giocatrice ad aver disputato più di 50 Slam prima di raggiungere una finale, è mancata un pò di sicurezza e decisione al servizio. Realizzato il break nel settimo game, sul 5-3 Krejcikova ha mancato i primi due match point ma poco dopo ha potuto liberare tutta la commozione per un trionfo storico quanto inatteso, il primo in carriera in un torneo del grande Slam.

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